Milano, piazzale Loreto, Sala: «Matteo Salvini a una cerimonia antifascista non me lo immagino»

«No, non me lo immagino». È la risposta che il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a margine della commemorazione della strage di piazzale Loreto, ha dato ai cronisti che gli chiedevano se riuscisse a immaginarsi a una cerimonia simile il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che ha più volte ribadito il desiderio di fare il sindaco del capoluogo lombardo. «Qui oggi – ha aggiunto Sala – ci sono sindaci di centrodestra che però, nella loro storia professionale, non si sono mai espressi in maniera così decisa come Salvini. E certo Salvini non me lo immagino qua» a una manifestazione come questa.

«Legge Mancino come un orpello, Milano si ribelli»

«Si sono verificati fatti gravi in giro, ma invito soprattutto a non tollerare la malcelata accettazione di quei segni che portano a ricordare in un modo che non è quello giusto il periodo fascista. Quando senti trattare la legge Mancino come un orpello, penso che Milano si debba ribellare e che lo debba fare nel modo di Milano, ossia nell’esserci». Lo ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala nel corso del suo intervento alla commemorazione della strage di piazzale Loreto quando, il 10 agosto del 1944, 15 partigiani furono fucilati da un plotone d’esecuzione repubblichino come rappresaglia per un attentato dinamitardo in viale Abruzzi. Rivolgendosi alla piccola folla di rappresentanti delle amministrazioni comunali e regionali e ai membri dell’Anpi, Sala ha sottolineato «che non penso sia indispensabile essere o sentirsi la maggioranza per far vincere le proprie idee. Ma serve avere la volontà di essere degni eredi di questa città e di questi 15 cittadini. Noi ci siamo, tanti o pochi, e ci saremo» ha detto il sindaco, concludendo con un «viva l’Italia, viva la resistenza».

«Deriva razzista che investe l’Europa»

Roberto Cenati, presidente milanese Anpi:«Dai 15 Martiri di piazzale Loreto giunge a noi un monito: quello di non essere indifferenti a quanto ci accade attorno, alla deriva razzista, xenofoba e antisemita che sta investendo l’Europa e il nostro Paese. Non dobbiamo essere indifferenti, come non furono indifferenti i 15 di piazzale Loreto, i Combattenti per la Libertà e tutti coloro che furono deportati perchè fecero una scelta ben precisa: quella di opporsi alle nefandezze del nazifascismo».

10 agosto 2018 | 11:48

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One comment

  1. invece a una cerimonia antifascista vedo bene quel venduto di Sala(m), uomo della Moratti, diventato improvvisamente di sinistra per salvarsi dai 14 capi d’accusa dell’Expo… sta proprio In una botte di ferro.

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