Spray al peperoncino a Corinaldo, tragedia al concerto di Sfera Ebbasta: l’ultimo caso un mese fa all’Alcatraz di Milano

Dopo la tragedia e i sei morti di Ancona (5 giovanissimi e una mamma) anche Sferaebbasta dice che è arrivato il momento di riflettere: “Vorrei che TUTTI QUANTI vi fermaste a pensare a quanto può essere pericoloso e stupido usare lo spray al peperoncino in discoteca”. Spruzzato per scherzo, come fosse un gioco, questi spray sono diventati una specie di fenomeno che spesso e volentieri entra nelle pagine di cronaca a Milano con i vigli del fuoco costretti a intervenire, con ambulanza al seguito, nelle scuole, nei mezzanini del metrò, nei centri commerciali o nelle discoteche. L’allarme, lanciato qualche tempo fa, torna attuale dopo la tragedia nella discoteca di Corinaldo poco prima del concerto di Sferaebbasta.Il picco si è avuto in ottobre, quando si sono verificati sei episodi in pochi giorni. Ma l’ultimo è di neanche un mese fa all’Alcatraz, durante il concerto di Achille Lauro. Solito copione: qualcuno nella calca spruzza lo spray. Panico tra i duemila spettatori, ma nessun ferito. Il più odioso tra i casi di ottobre si è avuto in zona San Siro, con una ventottenne finita al pronto soccorso con problemi respiratori e gli occhi doloranti al punto da non vedere per ore. Il più rischioso alla discoteca Time Club in via Massarani, zona Brenta, dove decine di giovani spaventati hanno cominciato a spingere cercando l’uscita. Si moltiplicano le segnalazioni per l’uso improprio delle bombolette spray al peperoncino, pensate per l’autodifesa ma spesso usate per pericolosi scherzi. “Sono frequenti i giochi idioti da parte di giovanissimi – dicono in polizia – l’obiettivo è dimostrare coraggio”. Sia nel caso della ragazza aggredita in via Albertinelli vicino a piazzale Segesta, sia nell’episodio del Time Club, è probabile che i responsabili siano minorenni.

Di sicuro lo sono i tre ragazzini italiani controllati dalla Polmetro il 10 ottobre alla stazione Lodi della linea 3. Il più grande ha sedici anni. “Per divertimento”, come hanno spiegato agli agenti, hanno spruzzato peperoncino all’interno di un treno in partenza, per poi fuggire. Pochi giorni prima alla stazione di Monza un gambiano ventunenne aveva spruzzato spray urticante nel tunnel pedonale che porta ai binari, costringendo Trenord a fermare i treni per mezz’ora.

Spray urticante in stazione a Monza, malori tra i pendolari

A dimostrare la pericolosità delle bombolette spray sono stati i disordini di piazza San Carlo a Torino scoppiati il 3 giugno 2017, sera della finale di Champions League fra Juventus e Real Madrid. La nube urticante provocò il panico. Nella calca rimasero ferite 1.500 persone fra cui la 38enne Erika Pioletti, 38 anni, morta dopo dieci giorni. Lo scopo dei ventenni che spruzzarono lo spray era creare confusione e rapinare i tifosi.

Con lo stesso fine a Milano, sempre nel 2017, si sono verificati attacchi con spray al pubblico della discoteca Fabrique, zona Mecenate. Aggressioni terminate con il furto di telefoni e gioielli. Ma quella che Milano vive negli ultimi giorni è un’altra storia. L’obiettivo non è rubare.

“L’unico scopo è arrecare un danno a sconosciuti. È teppismo più che criminalità”, dice un agente di polizia locale in servizio fra Precotto e il Quartiere Adriano. La scorsa estate, nei giardini di via Tremelloni, è dovuto intervenire dopo che un gruppo di ragazzini aveva spruzzato liquido urticante sul muso dei cani nell’area dedicata. A fine settembre in via Padova due ragazzini hanno spruzzato lo spray in un negozio di alimentari, all’ora di pranzo, scappando poi a piedi.

Ma la maggior parte degli episodi avviene di notte. “Controllando borse e tasche all’ingresso, sequestriamo cinque o sei bombolette ogni sera – dice Roberto Cominardi, gestore dell’Old Fashion e presidente milanese del Silb, il sindacato dei locali da ballo – all’uscita le restituiamo. Spesso si tratta di donne, non possiamo mandarle in giro di notte senza uno strumento di autodifesa”. L’evidenza dice che sono più frequenti i casi in cui lo spray è usato per offendere. Ma le situazioni in cui grazie alla bomboletta le donne sfuggono alle aggressioni esistono. L’ultimo episodio in città è del 30 luglio scorso, quando una cameriera a fine turno spruzzò peperoncino al 31enne nigeriano che cercava di violentarla a Porta Genova. Da allora il conto è a zero. Nel frattempo, gli episodi di uso improprio sono stati numerosi, a Milano e fuori.

Lo scorso 3 ottobre a San Rocco al Porto nel Lodigiano una undicenne ha spruzzato vapore urticante in classe, mandando al pronto soccorso tredici compagni. I carabinieri cercano di capire dove si sia procurata lo spray. Le bombolette possono essere acquistate in armerie, tabaccherie e cartolerie da chi ha almeno 16 anni. Lo spray balistico, più potente, è invece considerato un’arma. “Il modello in libera vendita lo prendono i giovanissimi come le anziane – dice Ina Grassi, titolare del negozio di Caccia e pesca di via Meda – le bombolette costano dai 15 ai 32 euro”. Per Daniele Vincini, veterano dei vigili motociclisti e sindacalista del Sulpm, “è assurdo che chiunque possa acquistare lo spray, mentre noi in polizia locale lo chiediamo da anni in dotazione senza successo”.


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