Il cervellone di Area B alla Motorizzazione civile: i costi e il nodo controlli

Sarà la banca dati della motorizzazione civile il vero «cervellone» di Area B. La nuova zona a traffico limitato che si prepara al debutto vivrà sul dialogo costante e istantaneo con il Centro elaborazione dati del ministero dei Trasporti, che sarà il «giudice» che in un attimo decreterà se un veicolo è autorizzato o meno a entrare nella grande area anti-diesel. Come funzionerà il sistema è spiegato nella convenzione che il Comune sta delineando con gli uffici romani in vista della partenza del provvedimento milanese, in agenda dal 25 febbraio. Da quel giorno, ogni passaggio sotto i varchi elettronici — 16, in un primo momento, ma che cresceranno fino a quota 185 a regime per monitorare di fatto tutto il territorio comunale — farà partire una richiesta elettronica di verifica alla motorizzazione. L’immagine della targa passerà nel software che in base al tipo di vettura associato dovrà verificare se il mezzo rientra in una delle tre categorie off limits. Area B nasce infatti per bloccare la circolazione in città non solo dei veicoli inquinanti, ma anche dei mezzi più lunghi di 12 metri e di quelli che trasportano merci pericolose. Saranno due — si legge nel documento che traccia le linee guida della convenzione — i possibili responsi: «true», la vettura «è sanzionabile per il relativo divieto di accesso», oppure «false», l’automobile «non è sanzionabile» e ha il via libera a entrare in città. «La direzione generale per la motorizzazione non fornirà al Comune di Milano — è specificato nel testo — né i dati tecnici dei veicoli né le anagrafiche degli intestatari, ma si limiterà a fornire una blacklist dei veicoli per i quali vige il divieto di accesso sulla base dei criteri di lunghezza, trasporto di merci pericolose e prestazioni ambientali».

La comunicazione dell’intestatario della vettura «pizzicata» dalle telecamere a entrare in città nonostante lo stop è parte di un accordo diverso, questa volta sottoscritto dalla direzione ministeriale con il comando della polizia locale. Ogni controllo effettuato su una targa per individuare il libero ingresso o l’infrazione di un’automobile avrà un prezzo per l’amministrazione comunale. Oltre a una cauzione annuale di poco più di 1.200 euro, e a un canone d’abbonamento ogni dodici mesi di 1.217,80 euro, Palazzo Marino dovrà versare un corrispettivo per ogni verifica delle informazioni, il cui costo unitario è stabilito in meno di otto centesimi di euro. La convenzione prevede anche che il prezzo subisca tutta una serie di forti sconti (anche del 40 per cento). Il totale per questo primo anno di applicazione di Area B è stato stimato dagli uffici in 616.550 euro. La nuova Ztl che si affianca alla più piccola Area C peserà per oltre 12 milioni di euro sulle casse comunali. La voce più consistente è rappresentata dall’installazione dei quasi duecento varchi: oltre dieci milioni da mettere a bilancio, a cui vanno aggiunti i capitoli che spaziano dalle risorse umane, al call center, fino agli aggiornamenti di software e hardware (1 milione e 800 mila euro), le spese per le comunicazioni postali dell’avvenuta trasgressione dopo il primo accesso libero (140 mila euro) e i 450 mila euro per la campagna pubblicitaria — su cartelloni, tv, giornali e siti Internet — che da diverse settimane sta informando i cittadini sulle norme che regolano la nuova Ztl.

20 gennaio 2019 | 07:11

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