Chicago PD 6×11 – Recensione: Questa è Chicago

La politica e le gang esistono dai tempi di Al Capone. Queste le parole di Adam Ruzek che restano impresse nella mia mente dopo questo episodio di Chicago PD. 

La sesta stagione di Chicago PD continua con un episodio che tiene incollati allo schermo. Il colpo sparato ad Atwater, il coinvolgimento della Brennan e di Kelton. La rabbia di Hank Voight e Jay che gli guarda le spalle. Questa volta tocca a lui. Questo nuovo episodio di Chicago PD ci ha ricordato la realtà di Chicago, la nostra realtà. E ci ha mostrato ancora una volta che Hank Voight non ha sempre ragione. Il sergente dell’Intelligence proteggerà sempre i suoi uomini. Ma anche loro faranno qualsiasi cosa per aiutarlo. Questa volta è stato il turno di Jay.

Chicago PD
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Il nuovo episodio della sesta stagione di Chicago PD inizia con il sergente Voight e la decisione di Ruzek di prendersi la colpa dell’omicidio commesso da Antonio. La rabbia di Hank è palpabile in ogni secondo. Una rabbia rivolta verso quel ragazzo che non può rischiare di andare in prigione. O peggio, come è accaduto ad Al. Adam non riesce a capire. Anche lui è come Alvin ed Hank. E’ uno di loro. E’ l’uomo che Olinsky ha scelto.

Ma non è questo quello che vede il sergente dell’Intelligence. Hank vede una parte della sua famiglia che potrebbe perdere. E di volti ne sono scomparsi troppi lungo la strada. Vede un giovane uomo che ha tutta la vita davanti e che è disposto a fare qualsiasi cosa per lui. E questo, lo spaventa a morte. Vedo rabbia e paura dagli occhi di un incredibile Jason Beghe senza il quale, Chicago PD, non avrebbe motivo di esistere.

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C’è una cosa che però Hank non potrà impedire. Adam Ruzek è già come lui, come Alvin. Disposto a tutto pur di salvare la sua famiglia. Anche ad andare in prigione. Anche a rischiare di morire. Questo è Adam Ruzek adesso. Allo stesso modo, il sergente non potrà evitare che i suoi uomini saranno lì per lui, quando ne avrà bisogno.

Antonio è tornato a casa. Kim Burges lo ha abbracciato per ognuno di noi. Si, non sono sempre stata d’accordo con il detective Dawson. Ma non avrei mai voluto vederlo cadere in una spirale di negatività. Quei pochi episodi, sono stati sufficienti. Antonio ha provato a prendere il posto di Adam. Avrebbe solo peggiorato la situazione. Forse adesso cercherà di giudicare di meno e capire di più.

Kim torna accanto al suo partner, gli guarda le spalle per l’intero episodio. E lo fa nel modo giusto. Anche quando prende quelle pillole dalle mani di Antonio. Soprattutto in quel momento. Anche se per poco, Antonio è stato dipendente dall’ossicodone. Né è appena uscito. La fiducia è una cosa che va riconquistata e lasciarlo solo con quelle pillole è un rischio troppo grande, almeno per il momento. In ogni caso, bentornato detective.

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