Linea blu, una gemella per le bici. E tre fermate cambiano volto

La linea blu sottoterra e in superficie una gemella, la dorsale verde-blu. Stazioni connesse al territorio e con un’anima che rispecchia il quartiere in cui si trova. Sono alcune delle «raccomandazioni» per integrare il progetto definitivo della linea blu del metrò. Il documento è stato completato prima di Natale e ha visto collaborare il dipartimento Datsu (Architettura e studi urbani) del Politecnico con Mm, M4 spa, Amat e Comune. «Un lavoro di sei mesi» spiega Piergiorgio Vitillo, docente di Urbanistica. «Una prima parte riguarda tutte le 21 stazioni del tracciato, una seconda si focalizza su tre fermate». La prima idea abbraccia tutta la futura linea 4. «Abbiamo immaginato una dorsale ciclo-pedonale che ricalchi buona parte del percorso della metropolitana. Un’occasione per conoscere la città a una velocità diversa».

La dorsale in parte sfrutta tratti di ciclabile e di passeggiate già esistenti, soprattutto in centro. Comprende inoltre quelli previsti nel Pums (Piano urbano di mobilità sostenibile) e completa il tutto con i pezzi mancanti del puzzle, immaginando ad esempio una lunga pista che dal capolinea San Cristoforo arriva dritta fino al parco Solari. «Un disegno rganico e unitario — secondo Vitillo — che si può realizzare con poche accortezze. L’ambizione è unire il parco delle risaie, a Sud Ovest, con il Forlanini a Est». Il progetto si lega non solo alla M4, ma in generale al ridisegno della città e sarà affidato all’amministrazione comunale, così che possa essere realizzato anche in tempi più lunghi di quelli previsti per il completamento del metrò. Ogni stazione però sarà inserita in un quartiere specifico. Il gruppo di esperti ne ha scelte tre e ha lavorato sulla loro contestualizzazione. Per la tratta centrale della «blu» si sono concentrati sulla fermata di Sforza/Policlinico. «L’abbiamo ribattezzata la stazione dei campus, perché nascerà tra l’università Statale e il nuovo Policlinico firmato da Boeri». I disegni degli architetti immaginano un passaggio tutto pedonale che unirà in questo punto Missori, quindi la M3, con la M4. «Un percorso continuo che passerà di fianco a largo Richini, via Pantano e valorizzerà la zona, un museo archeologico e architettonico a cielo aperto». Nel progetto immaginato c’è anche un restyling di quello che oggi è un parcheggio, tra l’università e via Francesco Sforza, e nell’intenzione degli esperti potrebbe invece diventare uno spazio verde fruibile dagli studenti, dai professori ma anche dall’intera cittadinanza, con tanto di pannello informativo sugli appuntamenti mondani del giorno.

Tempo previsto da banchina a banchina: 12 minuti. Ma Mm parallelamente sta studiando anche un’altra proposta, con un percorso per metà interrato e per metà in superficie che accorci i tempi fino a 7-9 minuti, sfruttando anche un tapis roulant». Altra stazione oggetto di studio è Frattini, nell’omonima piazza. «La fermata dei mercati — secondo il docente —, per via delle tante opportunità commerciali nel quartiere». Di nuovo di lavora sui tempi, per far sì che bastino pochi minuti per sbucare dal treno sotterraneo in superficie. Non solo. «Abbiamo immaginato anche collegamenti pedonali e ciclabili con le scuole e tra le aree verdi». Fondamentale per il progetto della fermata e di tutta la tratta Ovest è stato l’ascolto dei residenti in appositi workshop. «Preziose le loro osservazioni, sarebbe stato bello poter ripetere gli incontri anche nelle altre tratte». Dall’altra parte della città, occhi puntati su Dateo. Qui la linea 4 incrocerà il passante e la circolare 90/91. «Vogliamo potenziarlo come nodo di interscambio, renderlo un hub telematico di informazioni sulla mobilità». I rendering valorizzano anche il verde già esistente in superficie. Il faldone con le «raccomandazioni» è stato inviato prima di Natale a M4 spa e Comune. Sarà loro compito stabilire cosa inserire nel progetto esecutivo, da stendere nei prossimi mesi.

22 gennaio 2019 | 07:07

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