Milano, scritta contro Salvini al Ticinese. Lui: «Niente e nessuno mi spaventa o mi fermerà»

«Ho esaurito la pazienza, non rido più. Conto che le forze dell’ordine vadano a beccare questi deficienti». Così in diretta Facebook il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, commentando la scritta di minacce nei suoi confronti comparsa in zona Ticinese, a Milano. «Bello il confronto politico, ma queste non sono idee — ha sottolineato il leader della Lega —. Ma sono sicuro che qualcuno a sinistra è capace di difendere anche questo. Io non mi spavento, né cambio il modo di lavorare. Questo è odio, intolleranza e razzismo nei confronti di chi applica la legge». E poco prima, in una nota: «Ennesima vergognosa minaccia. Niente e nessuno mi spaventa o mi fermerà, mi auguro che la condanna nei confronti di questi delinquenti sia unanime». Sulla parete dipinta di bianco, in via Voltri, è stata tracciata in lettere blu una scritta che recita «Non sparare a salve, spara a Salvini», accompagnata da un disegno che raffigura il ministro dell’Interno e la scritta in piccolo «Salvini fascista», accanto al simbolo anarchico della A cerchiata, tracciato in rosso. Sul caso sta indagando il dipartimento antiterrorismo della Procura milanese, guidato da Alberto Nobili. Da quanto si è saputo, la Digos farà avere una relazione e gli atti degli accertamenti agli inquirenti, i quali poi apriranno un fascicolo. È probabile che nell’inchiesta, che inizialmente verrà aperta a carico di ignoti, possano essere ipotizzati i reati di istigazione a delinquere e imbrattamento.

Fontana: «Indignato e sconvolto»

«Il bruttissimo clima di violenza contro la Lega, alimentato da chi incapace di un confronto democratico non ha altri argomenti che non siano la denigrazione e l’insulto dell’avversario, trova terreno fertile nei soliti imbecilli impermeabili agli appelli ad abbassare i toni, che oggi a Milano hanno fatto apparire scritte intollerabili nelle quali si invita a sparare a Matteo Salvini». Così il governatore della Lombardia, il leghista Attilio Fontana, ha commenta sul suo profilo Facebook la scritta violenta apparsa contro Salvini. «Solo ieri — ha aggiunto Fontana — l’ennesimo attentato contro una nostra sede, sempre nel capoluogo lombardo, che segue decine di episodi simili che non possono essere considerati casi isolati ma devono essere fermamente condannati, nei fatti e non solo a parole, smettendola di utilizzare termini vergognosi nei confronti di un ministro che ha la sola colpa di dimostrare che è possibile realizzare quanto viene promesso agli elettori. Non vorrei più vedere manichini incendiati o impiccati durante le manifestazioni, e non vorrei più ascoltare frasi colme di odio che riportano alla mente periodi funesti: la Storia dovrebbe aver insegnato qualcosa, e chi riveste una carica politica ha il dovere di non ripetere errori e nefandezze del passato, riportando il dibattito entro ambiti civili».

Sala: «Minacce intollerabili»

Numerosissimi e bipartisan i messaggi di solidarietà al ministro Salvini. Con un post su Twitter è arrivata quella del sindaco Giuseppe Sala. «Le minacce rivolte a Matteo Salvini non sono tollerabili — ha scritto —, a lui esprimo tutta la mia solidarietà».

Majorino: «Condanna senza se e senza ma»

«Le scritte contro Salvini sono becere e violente». Così l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, ha commentato la scritta contro il ministro dell’Interno e leader della Lega apparsa sul muro di un palazzo popolare del Ticinese. «La violenza — ha aggiunto —, anche solo tollerata, va condannata senza se e senza ma».

La denuncia della Lega: «Clima di intolleranza»

«Il ritrovamento avvenuto stamani a Milano di una scritta che invita a sparare contro il ministro degli Interni Salvini è inaccettabile e insopportabile», scrivono in una nota i capigruppo della Lega al Senato ed alla Camera, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari. «Proprio nei giorni in cui ci si appresta a ricordare lo scempio e la barbarie che il seme dell’odio ha prodotto in passato e può ancora produrre, doversi misurare, ancora una volta, con tanta becera stupidità e con questo crescente clima di intolleranza, amareggia e mortifica chi crede nella democrazia, nel dialogo sincero e nel rispetto delle posizioni anche se diverse. Il tentativo di rigettare il Paese in un clima di tensione e di disordine, tanto caro agli oscuri mestatori del torbido e a sigle e firme sconfitte dalla Storia, non avrà successo: siamo e saremo compatti nella nostra azione di governo che, col sostegno dei cittadini, continuerà ad operare per fare dell’Italia il paese moderno e civile che noi tutti auspichiamo».

Pd: «Quelle scritte fanno orrore»

«Fanno orrore e ci spaventano le scritte comparse su un muro a Milano, che inneggiano alla violenza contro Salvini». Così la segretaria metropolitana del Pd milanese, Silvia Roggiani. «Proprio oggi — ha sottolineato —, nell’anniversario dell’assassinio di Guido Rossa che ci ricorda anni terribili in cui lo scontro politico si è tradotto in lotta armata e terrorismo, ribadiamo che ogni forma di violenza troverà sempre in noi una condanna ferma e netta. Solidarietà a Matteo Salvini, a cui continueremo a opporci con la forza delle idee».

Fiano: «No alla Lega ma no anche alla violenza»

Emanuele Fiano, deputato del Pd e responsabile Sicurezza del Partito democratico, interviene con una nota: «Condanniamo senza esitazione l’orribile scritta anarchica contro Salvini, apparsa su un muro a Milano. La nostra opposizione alle idee della Lega è totale, ma anche quella alla violenza».

Gelmini e Carfagna

Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia, esprime «piena solidarietà, mia personale e di tutto il gruppo di Forza Italia, a Matteo Salvini. Quando il pensiero contrario si convoglia in un insano clima d’odio, significa che ci si allontana da una società civile, democratica e liberale in cui noi ci riconosciamo. L’Italia ha superato con grandi difficoltà i durissimi anni ‘70 e la violenza, di qualsiasi matrice, oggi non può avere alcuno spazio. Nemmeno quella verbale. Il rispetto delle idee altrui è il caposaldo della democrazia». Solidarietà anche da Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia: «Il dibattito politico e la critica legittima all’azione di governo non devono mai scadere nella violenza, né verbale né tanto meno fisica», scrive su Twitter.

L’allarme di Toti, Zaia e Fedriga

Sulla scritta minacciosa apparsa a Milano contro il ministro dell’Interno Salvini sono intervenuti anche i governatore della Liguria e del Veneto, Giovanni Toti e Luca Zaia. «Solidarietà a Salvini per le minacce che qualche idiota ha scritto su un muro — ha sottolineato Toti. Nessuna violenza è tollerabile, perché dalle parole qualcuno può sempre pensare di passare ai fatti». Avverte lo stesso pericolo il governatore del Veneto Zaia: «Quando dal confronto politico, anche acceso, si passa a espressioni come “sparare”, vuole dire che, per certi gruppi, per certi ambienti di aggregazione fanatica, per certi facinorosi, non soltanto la democrazia è un optional ma è davvero morta». Più dura la reazione del presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che accusa: «L’atmosfera contro Salvini è alimentata ad arte da una precisa area politica, e purtroppo porta le frange estreme a compiere azioni di questo tipo». Per Fedriga, quindi, «si tratta di puri atti delinquenziali che vogliono promuovere l’omicidio del ministro».

24 gennaio 2019 | 12:21

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