«Con Area B biossido entro i limiti nel 95 per cento del territorio». E da oggi stop ai diesel Euro 4

Una bacchetta magica e all’improvviso spariscono da Milano tutte le auto e i furgoni diesel. Cosa succede? Che cosa cambierebbe per i milanesi e per i loro polmoni? L’associazione Cittadini per l’aria con gli avvocati di Clientearth ha chiesto alla società di consulenza Arianet di rispondere a queste domande. Nessuna operazione di fantasia, bensì uno studio realizzato con dati e modelli matematici. L’obiettivo è capire quanto gioverà Area B, al via dal 25 febbraio. Ovvero, bloccare progressivamente tutti i diesel sull’intero territorio cittadino servirà a qualcosa? Secondo lo studio di Arianet sì. Senza le auto fino alla categoria Euro 5, traguardo che si varcherà nel 2022, il 95 per cento di Milano rispetterà i limiti annuali di NO2, il biossido di azoto che può irritare le mucose, i polmoni e aumentare il rischio di cancro. Il gas fino al 2017 rientrava nella soglia (media annuale di 40 microgrammi per metro cubo d’aria) in un quarto della città.

La simulazione realizzata dagli esperti «non corrisponde a uno scenario realistico», come precisano nel documento. Ovvero calcola quanto smog in meno comporterà l’eliminazione delle auto diesel, ma non immagina l’effetto del ricambio del parco mezzi. Si ricrea una «situazione limite», con il massimo beneficio che potrebbe derivare da Area B. A partire dai dati forniti da Amat, l’agenzia per la mobilità e l’ambiente, si stimano le riduzioni di biossido per ciascun scaglione di mezzi fermati secondo il calendario del provvedimento. Fino agli Euro 3 l’inquinamento da NOx cala del 28 per cento, del 46 qualora si fermino anche gli Euro 4, del 78 con lo stop degli Euro 5, previsto nel capoluogo dal 1° ottobre 2022. «Il rapporto conferma che il Comune di Milano sta andando nella direzione giusta – dice Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria -, ora anche la Regione deve fare molto di più». In base al Piano aria (Pria) del Pirellone, infatti, i diesel Euro 5 si fermeranno solo nel 2025. Gerometta si chiede: «Perché aspettare tanto?». La onlus ha fatto ricorso al Tar contro il Pria e attende l’udienza del prossimo 12 marzo.

Lo studio di Arianet calcola anche il «peso» di ciascuna categoria di mezzi nella produzione di biossido. Tra le varie quote, spicca quella dei veicoli commerciali pesanti, responsabili di circa un quarto del gas nocivo che i milanesi respirano quotidianamente. «Il traffico merci è in aumento – dice la presidente dell’associazione – ed è importante renderlo sostenibile». Mentre Ugo Taddei, avvocato di Clientearth, pungola la Regione nel replicare il modello Milano in altre città. «E servono aiuti economici perché tutte le fasce di popolazione possano spostarsi usano veicoli meno inquinanti». Ai dati dello scenario «No diesel» risponde Raffaele Cattaneo, assessore regionale all’Ambiente. «Le politiche si valutano sui trend – commenta – e i valori registrati da Arpa ci dicono che il biossido di azoto è in calo dagli anni Settanta a oggi. Inoltre dobbiamo tenere conto di altri diritti dei cittadini. Io non credo che dobbiamo fare la guerra ai diesel, ma agli inquinanti». E ricorda la «scatola nera» a cui i tecnici lombardi stanno lavorando, da collocare sulle auto a partire dal prossimo autunno per monitorare le reali emissioni. «Non sempre la classe di un’auto corrisponde allo smog prodotto». Su questo fronte si sta attivando anche Amat. Con un finanziamento del progetto «Horizon 2020» l’agenzia misurerà gas e polveri direttamente allo scarico grazie a sensori avanzati.

30 gennaio 2019 | 07:15

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