Sfila «People» contro il razzismo: migliaia in piazza tra slogan e musica

«Siamo in 200 mila», ha twittato poco dopo le 15 l’assessore Pierfrancesco Majorino. Alle 16 la testa del corteo era arrivata davanti al Duomo, mentre la coda era ancora all’altezza di Porta Venezia, cioè al punto di partenza. «People, prima le persone», la grande marcia antirazzista organizzata da «Insieme Senza Muri», «Anpi», «Acli», «Sentinelli», «Mamme per la pelle» e «Action Aid»: erano in migliaia a Palestro ben prima delle 14, l’orario fissato per la partenza della manifestazione che sta attraversando il centro di Milano fino a piazza Duomo, dove si chiuderà al suono dell’inno «People have the power» di Patty Smith con un grande flash mob.

Alla testa del corteo decine di bambini, i boy scout, tra le loro mani si agitano dei palloncini azzurri, su ciascuno è raffigurato un mappamondo. Tante bandiere della pace. E poi, carri colorati (anche uno a forma di barcone), musica, striscioni: uno dice «il mondo che vogliamo è una storia a colori». «Siamo tutti sulla stessa barca» si legge su un cartello, e su un altro «vogliamo vivere insieme». Un vero e proprio serpentone di persone, gente comune innanzitutto, ma anche i nomi della politica e del sindacato, della cultura e dello spettacolo: da Roberto Vecchioni a Malika Ayane, da Lella Costa a Giobbe Covatta, da Claudio Bisio a Ornella Vanoni. «Il diritto di emigrare è da sempre e resterà per sempre uno dei diritti fondamentali dell’uomo», ha scritto su Twitter Gad Lerner.

Ci sono il sindaco di Milano Beppe Sala e il suo predecessore Giuliano Pisapia. Ci sono due dei tre candidati alla segretaria del Pd che domenica si sfideranno nei gazebo delle primarie (Maurizio Martina e Nicola Zingaretti); ci sono l’ex presidente della Camera, Laura Boldrini, e il neosegretario della Cgil Maurizio Landini. Oltre mille le sigle delle associazioni del Terzo settore e dell’associazionismo di base che hanno aderito.

«Questa è la nostra visione dell’Italia in un momento di grande cambiamento per il Paese», ha commentato Sala arrivando alla marcia. Il tema su cui battere, secondo il sindaco, «non è solo il governo» o le sue politiche «ma i diversi modelli di società» che si vogliono realizzare, ed in questo momento «ci troviamo ad uno spartiacque». Per Zingaretti, il governatore del Lazio candidato alla guida dei dem, «quello che è chiaro è che questo governo non garantisce lavoro, sviluppo, benessere ma distribuisce tanto odio rancore e e divisione e l’ Italia non può essere questo», ha commentato , arrivando alla manifestazione. «Abbiamo bisogno delle persone e tornare alle persone — ha aggiunto —. Da qui va anche ricostruita la sinistra: tra le persone e non con le figurine e gli schemi dei politici». E il leader della Cgil, Landini: «Abbiamo bisogno di cambiare il Paese . Questo è un governo che fa politiche sbagliate e non sta combattendo le disuguaglianze che ci sono».

In prima fila nell’accoglienza, don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità: «Oggi siamo qui con i nostri ospiti che sono protagonisti di questa giornata di festa, in una piazza piena di sì, che porta un messaggio di speranza». E ancora: «Vedere tante persone a Milano, in una manifestazione gioiosa e piena di energie che arrivano da contesti diversi, riempie il cuore. Oggi Milano dimostra che l’accoglienza non è un seme di coesione sociale che contagia positivamente tutta la società».

2 marzo 2019 | 14:11

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