«Un registro per gli alunni che vanno in bagno». Genitori contro preside

Un registro per «identificare i bambini che vanno alla toilette», da far avere in dirigenza a ogni cambio di ora. Succede alla primaria Dal Verme, istituto Confalonieri, dove una circolare sorprendente della preside ha spiazzato genitori e insegnanti. «Al fine di tutelare il benessere psicofisico degli studenti, i docenti dovranno rilevarne quotidianamente per iscritto, su apposito modulo allegato (con tre voci: nome alunno, classe, orario, ndr) le uscite e i rientri per recarsi ai servizi igienici». Così ha scritto il dirigente Luisa Martiniello, e la risposta dei genitori ha preso forma poco dopo sotto forma di diffida: «Riteniamo che tale rilevazione di un dato sensibile del minore violi le normative di privacy e Gdpr, non avendo noi ricevuto alcuna richiesta di consenso e non essendo specificato in alcun modo il legittimo interesse alla raccolta né le modalità di trattamento, accesso e conservazione di tali dati. Vi diffidiamo pertanto dal procedere a tale rilevazione per le/i nostre/i figlie/i».

La preside ribatte: «Da mesi i genitori si lamentano delle condizioni dei bagni, che pure sono migliorate molto. Chiedono collaboratori scolastici in più o una ditta esterna che si occupi delle pulizie ma esaudire queste richieste mi è impossibile. I servizi igienici sono maleodoranti con alcuni bambini che salgono con i piedini sui water, o la fanno fuori dal water, addirittura sporcano i muri con le feci. Non posso mettere le telecamere a scuola ma voglio arginare la situazione», dice Martiniello, che in questi mesi ha ricevuto diffide anche dalla Gilda, il sindacato che difende il corpo docente e che pure ieri ha inviato una formale lettera all’Ufficio scolastico e al provveditore agli Studi Yuri Coppi, per informarli. Aggiunge la preside: «Le liste non sono per un controllo fine a se stesso, ma per capire come e quando succedono queste cose. Certi alunni devono imparare a rispettare i bagni della scuola come quelli di casa». Le maestre dovranno consegnare dunque «le liste» che — precisa la preside — a fine giornata «verranno immediatamente distrutte».

Mamme e papà (ma anche gli insegnanti) trasecolano: «Abbiamo appreso di questo ordine di servizio dal sito della scuola. Stupisce sia stato emanato senza una comunicazione alle famiglie, visto che coinvolge il delicato tema della privacy — dice la presidente del Consiglio di istituto Elisabetta d’Alfonso —. In Consiglio non sono state approvate modifiche al regolamento della scuola né è stata mai sottoposta tale proposta». Aggiunge Andrea Montanari, presidente dell’associazione genitori: «Restiamo basiti dal riferimento del benessere psicofisico: chi lo determina e definisce? E perché mai l’indicazione del tempo di permanenza ai servizi igienici è indice di pulizia o sporcizia degli stessi? Come genitori faremo di tutto affinché i nostri figli vengano educati al rispetto dell’istituzione scolastica, come abbiamo sempre fatto, ma abbiamo chiesto pareri a studi legali per valutare i profili di legittimità di una simile disposizione».

27 marzo 2019 | 07:39

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