Asta record per il Pirellino di Milano: il palazzo del Comune venduto per 193 milioni

Un’asta da record, con quattro concorrenti e 85 rilanci da 500mila euro per volta: alla fine a spuntarla è Coima sgr, che così diventa il nuovo proprietario della torre degli uffici del Comune di Milano di via Pirelli 39 pagando oltre 193 milioni, 175 per lo stabile e 18,6 milioni per i diritti di superficie sul parcheggio sotterraneo. Un bel salto dal 2013, quando il ‘Pirellino’, così è chiamato il palazzo, e il garage venivano stimati assieme 78 milioni. Adesso l’immobiliare di Manfredi Catella dovrà aprire un concorso internazionale di progettazione e decidere se abbattere e ricostruire oppure ridisegnare il palazzo che, in ogni caso, diventerà un altro tassello della rigenerazione di Porta Nuova in cui proprio Catella ha una grossa fetta, visto che ha appena acquisito anche l’ex edificio Inps di via Gioia 22, l’ex sede Telecom di via Pirelli 35 e i diritti edificatori (dal Comune) del parcheggio tra Gioia e Pirelli. Si delinea, insomma, un’area di oltre 110mila metri quadri (di cui 27mila di spazi pubblici) da riqualificare con aree verdi e pedonali.Porta Nuova a Milano, dal progetto alla realtà: il fotoracconto 2010-2018
Fino a pochi anni fa il palazzo ospitava gli uffici comunali dell’Urbanistica e dei Lavori Pubblici. Poi, man mano, gli uffici si sono svuotati – con le funzioni spostate altrove – e il Pirellino, 26 piani per 90 metri d’altezza, costruito negli anni Sessanta, ha mostrato tutti i segni del tempo, oltre a una presenza di amianto che adesso, con lavori di bonifica straordinaria che dovrebbero finire a settembre, si sta eliminando. Da qui la decisione di metterlo all’asta: e questa volta, per la prima volta, con il metodo dell’incanto, che prevede la possibilità di continui rilanci sull’offerta più alta, partendo da una base fissata a 87,5 milioni. Un’asta quasi da film, negli uffici di via Larga, con un notaio come battitore e quattro big dell’immobiliare intorno al tavolo: il fondo Blackstone (attraverso Kyralos), China Investment attraverso Bridge, la Coima di Catella e Asterope, società costruita ad hoc per l’asta da Merope asset management. Sono state queste ultime due a giocarsi i rilanci finali, con Coima che ha battuto Asterope per 175 milioni a 171.
 
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