I prigionieri della notte e l’alba della Pasqua, la poesia dell’arcivescovo Mario Delpini

Giovedì pomeriggio in Duomo il rito della Lavanda dei piedi e la santa messa in Coena Domini che ricorda l’istituzione dell’eucarestia da parte di Gesù nell’Ultima cena. Venerdì, alle 17.30, la celebrazione della Passione del Signore. Sabato alle 21, sempre in Duomo, la veglia di Risurrezione presieduta dall’arcivescovo Mario Delpini. Alle ore 11 di domenica, infine, il solenne pontificale di Pasqua. In chiusura della settimana santa, domenica a pranzo, monsignor Delpini siederà alla mensa dell’Opera Cardinal Ferrari con 300 uomini e donne in difficoltà. In questa pagina pubblichiamo la poesia scritta dall’arcivescovo Mario Delpini per i lettori del Corriere .

I prigionieri della notte hanno le loro perentorie sicurezze
e confini certi per le loro aspettative,
orari definiti per l’ebbrezza
e l’esito inevitabile della disperazione:
li trattiene la notte.
I figli della luce e figli del giorno si inoltrano in percorsi inesplorati
volgono lo sguardo verso orizzonti lontani,
ad ogni passo li sorprende lo stupore,
nella loro serietà è custodita la letizia,
nella fatica una fierezza:
li chiama una voce amica.
I prigionieri della notte conoscono parole grigie
per intrattenersi nel tempo immobile,
si aggregano in allegre compagnie
si sfidano in incontenibili violenze:
nella notte infinita è seminato un principio di follia.
I figli della luce e figli del giorno raccolgono scintille di luce
nella sapienza dei padri e nel cantico dei testimoni,
si incoraggiano in una amicizia che è come una preghiera,
praticano una mitezza che sembra una resa ed è – in verità – un affidarsi:
nel cuore della notte intravedono il mattino di Pasqua.
I prigionieri della notte insultano beffardi,
storcono le labbra, scuotono il capo,
sfidano Dio e chi a Lui si affida,
tramano contro il giusto, hanno nascosto lacci e funi
con la complicità del buio impenetrabile:
nel nascondiglio della notte pensano di sottrarsi al giudizio di Dio.
I figli della luce scorgono tutt’attorno lacrime da asciugare,
ferite da curare, piedi da lavare, fratelli da servire,
seminano sorrisi,
vincono il male con il bene,
sono certi di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi.
Voi, fratelli, non siete nelle tenebre, cosicché quel giorno possa sorprendervi come un ladro.
Infatti siete tutti figli della luce e figli del giorno (1Ts 5,4).
Siete nati a Pasqua.

19 aprile 2019 | 10:30

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