Tangenti e arresti in Lombardia con l’ombra della ‘ndrangheta: il governatore Fontana indagato per abuso d’ufficio

Un “sistema feudale”, “uno spettacolo disarmante”. Le carte dell’inchiesta piombata su Milano e sulla Lombardia in piena campagna elettorale disegnano un quadro che investigatori, procura e gip di Milano descrivono così. Ci sono stati 28 arresti – 16 in carcere, 12 ai domiciliari -, 15 misure come l’obbligo di firma o di dimora, 95 indagati in tutto. Tra gli indagati, ma per abuso d’ufficio, c’è anche il governatore Attilio Fontana. L’inchiesta che coinvolge politici, imprenditori e amministratori sulle tangenti in appalti pubblici e sui finanziamenti illeciti in cui si intrecciano più filoni, uno dei quali fa emergere rapporti di alcuni arrestati con la ‘Ndrangheta. Da ieri, dopo che sono state eseguite dai carabinieri di Monza e dalla guardia di finanza di Varese le ordinanze, in procura a Milano è iniziata la sfilata di dirigenti della Regione Lombardia: un’attività istruttoria che andrà avanti. Il governatore Fontana è indagato da ieri per abuso d’ufficio: era stato lo stesso procuratore capo Francesco Greco, nel pomeriggio, a dire che il governatore lombardo Attilio Fontana, che in quel momento era “parte offesa” in una presunta istigazione alla corruzione, “sarà sentito prossimamente, non sappiamo ancora in quale veste. Non lo abbiamo interrogato prima – ha aggiunto – perché aspettavamo che venissero eseguire le misure cautelari”. E a breve inizieranno anche gli interrogatori di garanzia degli arrestati davanti al gip.Appalti e tangenti a Milano, la Procura: “Gli affari in un bar chiamato ‘ambulatorio'”in riproduzione….
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