Milano, la sanità delle lunghe attese. Ma se paghi cambia tutto

E alla fine, dopo un’ora e due minuti di attesa al telefono, con il disco registrato che da 20 continua a ripeterti che “la tua posizione in attesa è la numero quattro”, rinunci. E la mammografia bilaterale desisti dal fissarla con il ticket e la prenoti in regime privato, pagando 170 euro e ottenendo l’appuntamento nel giro di 24 ore, o al massimo il 24 maggio prossimo: ci metti in tutto cinque minuti, visto che l’operatore che fissa le visite a pagamento, al San Raffaele, ti tiene in linea appena due minuti prima di risponderti. Perché nella sanità che funziona a due velocità, in Lombardia, succede pure questo. Che alla fine, esasperati dalle attese e dalla corsa ostacoli che si rivela essere prenotare una visita o un esame, chi può lo fa privatamente.
 
“Repubblica” ha provato a prenotare, sia in regime privato che con il servizio sanitario nazionale (che prevede il pagamento del solo ticket), quattro prestazioni: una visita ginecologica, una gastroenterologica, una tac lombo- sacrale (che serve, per esempio, per diagnosticare un’ernia del disco) e una mammografia bilaterale. Le telefonate sono state fatte sia al numero verde regionale sia ai call center dei singoli ospedali, tra il 9 e il 14 maggio scorso, tra le 10 e le 14. Chiedendo, ogni volta, sempre la stessa prestazione. E quanto c’era da attendere se si prenotava con la ricetta (rossa o bianca) che permette di pagare solo il ticket (28 euro e 50 centesimi per le visite, 51 euro per gli esami), e quanto se invece si decideva di mettere mano al portafogli con il cosiddetto regime di solvenza.
 
Sei gli ospedali controllati: il San Raffaele e l’Humanitas, l’Auxologico e la Multimedica per quanto riguarda i privati. E poi il Policlinico e il Niguarda, i più grossi e ricettivi in termini di pazienti curati ogni anno, per quanto riguarda il pubblico. Risultato? Tra attese di ore al telefono, operatori svogliati che non rispondono alle domande e, soprattutto, attese infinite se si vuole (o si può) pagare solo il ticket, di fatto la prenotazione di un semplice controllo può trasformarsi in una vera e propria odissea. Certo, si tratta di centri di eccellenza, sia pubblici sia privati. Nei quali, quindi, c’è maggiore afflusso di pazienti, in arrivo sia dal resto della Lombardia che dall’Italia, con conseguente “intasamento” delle code, ma le differenze nei tempi restano e fanno riflettere.
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