Europee, un milione di milanesi al voto. Alle 12 affluenza del 18,2%

È del 46,73 per cento l’affluenza alle elezioni europee a Milano città, quattro punti in meno rispetto alla precedente consultazione (50,81%). In provincia di Milano l’affluenza è stata 48,82 per cento (era 50,48%) mentre in Lombardia al secondo giro di boa i votanti sono stati 51,60 per cento, in leggero aumento rispetto alla precedenti Europee (50,29%). A mezzogiorno l’affluenza era stata: a Milano città il 18,15%; a Milano provincia il 19,08% e in tutta la Regione il 20,85 %. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha votato intorno alle 10.35 nel seggio allestito nel liceo classico Giuseppe Parini, mentre il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha scelto il seggio allestito presso la scuola media di via Scrosati, nel quartiere Lorenteggio, perché, ha riferito, era quello dove andava con la mamma. Giuliano Pisapia ha votato alla scuola elementare di via Corridoni. Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha votato in mattinata a Varese, nel seggio della frazione di Velate. Infine nel primo pomeriggio ha votato il leader della Lega, Matteo Salvini, nel seggio allestito presso la scuola media «De Marchi-Gulli» in via Piero Martinetti, zona Forze Armate.

Come si vota

Più di un milione i milanesi (1.027.788) chiamati alle urne. Si vota fino alle 23 sulla scheda grigia, quella della circoscrizione Nord—Ovest che racchiude Lombardia, Piemonte, Liguria e Val d’Aosta. Si devono scegliere, tra 16 diverse liste, i 20 eurodeputati che andranno a comporre la delegazione italiana dei 73 eletti al Parlamento di Bruxelles. Gli sportelli delle sedi anagrafiche restano aperti con orari prolungati rispetto a quanto previsto dopo il «blackout» informatico che sabato non ha permesso a molti di ottenere certificati elettorali e carte di identità in vista del voto. Aperte fino alle ore 19 le sedi decentrate; la sede di via Larga e quella di via Messina fino alle 23. Sabato, dalle 13 alle 19, sono state 4.626 le tessere elettorali e 392 le carte d’identità rilasciate dagli sportelli anagrafici. Si possono esprimere al massimo tre preferenze, a patto che non siano tutte dello stesso sesso. Quasi cinquemila i neo-maggiorenni al voto e più di 66mila i milanesi elettori dall’estero.

«Midterm» per la giunta

È un test anche per la città, in vista delle Comunali del 2021. Elezioni di «midterm», soprattutto per il sindaco Sala e la sua giunta, protagonisti indiretti di questa tornata. Sarà un scontro tra big, in ogni caso. Perché il Pd schiera come capolista l’ex sindaco Giuliano Pisapia, Forza Italia Silvio Berlusconi, la Lega Matteo Salvini, Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Il M5s punta invece su Maria Angela Danzì, nome della società civile relativamente sconosciuto ai più. A differenza degli altri aspiranti eurodeputati Cinque stelle, Danzì non è stata scelta dal voto degli attivisti sulla piattaforma Rousseau, ma indicata direttamente dal capo politico del movimento, Luigi Di Maio. Interessanti le sfide interne alle varie liste sui consensi personali: da monitorare, in particolare, la performance di Pierfrancesco Majorino, assessore al Welfare che ha incassato il sostegno esplicito del sindaco Sala. Ancora più curioso vedere quanti voti porterà a casa Pietro Tatarella, consigliere comunale di Forza Italia, tuttora in carcere per l’inchiesta sulla «mensa dei poveri», ma regolarmente in corsa per un seggio a Bruxelles nella lista di Forza Italia.

Le Comunali

Non solo Europee: oggi si vota anche per il sindaco in 990 Comuni lombardi. Tre capoluoghi di provincia (Bergamo, Cremona e Pavia) e 34 comuni sopra i 15mila abitanti, dove quindi è previsto un turno di ballottaggio tra due settimane in caso nessuno raggiungesse la maggioranza assoluta al primo turno. Anche questo sarà un test politicamente significativo, perché il centrosinistra è chiamato a difendere le città capoluogo dall’assalto di Lega e Cinque Stelle. Solo nella provincia di Milano sono 68 i Comuni al voto amministrativo, di cui dieci sopra i 15mila abitanti: Cesano Boscone, Cormano, Cornaredo, Cusano Milanino, Lainate, Novate Milanese, Paderno Dugnano, Rozzano, Settimo Milanese, Trezzano sul Naviglio. Tutti i sindaci uscenti sono del centosinistra, a discrezione di Lainate, dove governano le civiche. In provincia di Monza e Brianza si vota in cinque grandi centri: Besana, Bovisio Masciago, Concorezzo, Muggiò e Giussago, tutti guidati da Pd e alleati, tranne Concorezzo, dove il sindaco uscente è della Lega Nord. Nel Monzese vanno alle urne anche altri 26 piccoli comuni a turno unico. Per le Comunali lo spoglio inizierà però lunedì a partire dalle 14.

26 maggio 2019 | 12:41

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