Comunali, al via lo spoglio delle schede. Le sfide di Bergamo, Cremona e Pavia

Al voto 990 Comuni lombardi per rinnovare sindaci e Consigli comunali. Le sfide politicamente più calde e attese erano quelle che si sono giocate nei tre capoluoghi di provincia Bergamo, Pavia e Cremona, in cui il centrosinistra era chiamato a difendersi dall’offensiva della Lega.

Il sindaco di Bergamo Giorgio GoriIl sindaco di Bergamo Giorgio Gori

A Bergamo i dati che escono dalle urne dicono che il sindaco uscente del centrosinistra, Giorgio Gori, si conferma già al primo turno con il 55 per cento. Fermo al 39 per cento lo sfidante del centrodestra, l’ex parlamentare della Lega Giacomo Stucchi. Seguono Nicholas Anesa dei Cinque Stelle, con il 3,8 per cento, e Francesco Macario della lista « Bergamo in comune», all’1,68 per cento. E, a spoglio ancora in corso, Stucchi riconosce la sconfitta elettorale: «Complimenti al vincitore Giorgio Gori — ha scritto su Facebook —. Grazie a tutti per averci provato, per averci creduto, per avermi sostenuto, per aver lavorato in questa campagna elettorale che sapevamo essere molto difficile e in salita essendo partiti solo a fine marzo. Ci abbiamo provato, non ci siamo mai risparmiati, abbiamo fatto tutto il possibile, stando fuori 15 ore al giorno, camminando dal mattino alla sera per incontrare i cittadini di ogni quartiere. Non potevamo fare di più, grazie ancora tutti».

A Pavia lo scenario è rovesciato: il candidato leghista della coalizione di centrodestra Fabrizio Fracassi (Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia e due liste civiche) è largamente in testa con circa il 54 per cento. Ilaria Cristiani (Pd, Pavia a colori e Più Europa) si ferma al 30 per cento e incassa la sconfitta: «Mi complimento con il mio avversario. Impossibile contrastare la crescita esponenziale della Lega. Vigileremo con attenzione sul loro operato». Il sindaco uscente, Massimo Depaoli, è il terzo più votato con l’8,25 per cento delle preferenze. La poltrona di sindaco assegnata già al primo turno. Il Movimento 5 Stelle di Vincenzo Nicolaio raccoglie il 5,82 per cento, seguito da Paolo Cattaneo di Rifondazione Comunista con l’1,17 per cento e Stefano Spagoni di Cittadini in Comune con lo 0,65 per cento. I risultati delle amministrative riflettono l’andamento delle consultazioni europee: Lega Nord primo partito della città, seguito dal Partito Democratico. Decisivi saranno i consensi raccolti dalle liste civiche e le sezioni Pavia centro, roccaforte del centrosinistra, i quartieri della periferia Vallone, Scala e Pavia Ovest.

A Cremona, con 38 sezioni scrutinate su 76, si profila il ballottaggio tra Gianluca Galimberti, sindaco uscente sostenuto da sei liste di centrosinistra, e Carlo Malvezzi, ex consigliere regionale sostenuto dal centrodestra. Sette punti percentuali in avanti Galimberti sullo sfidante che pensa già al ballottaggio: «Martedí mi ritroverò con tutta la coalizione per capire il da farsi — ha detto Malvezzi —. Siamo pronti ad affrontare con carica e competenza la sfida». Ancora in silenzio, invece, Galimberti, che sta seguendo lo spoglio da casa. A parlare, per il Partito democratico (che in città è, al momento, al 31,16 per cento contro il 25,60 per cento della Lega) — è il consigliere regionale Matteo Piloni: «Il risultato è un chiaro apprezzamento al lavoro di Galimberti che ha amministrato bene la città».

Nel Milanese cinque sindaci eletti e cinque al ballottaggio: il centrosinistra centra la riconferma a Cornaredo, con Yuri Santagostino, e a Trezzano sul Naviglio con Fabio Bottero. Farà il secondo mandato anche Sara Santagostino a Settimo Milanese, dove il centrosinistra governa ininterrottamente dal 1945. Il centrodestra vince, invece, a Cusano Milanino con Valeria Lesma, mentre alla guida di Lainate resterà una coalizione di liste civiche guidata da Andrea Tagliaferro. Si profila, invece, il ballottaggio a Paderno Dugnano, la città più grande chiamata al voto in questa tornata elettorale e dove il candidato del centrodestra, Gianluca Bogani, è avanti rispetto allo sfidante del centrosinistra Ezio Casati. E sarà ballottaggio anche a Rozzano, fra il sindaco uscente del Pd, Barbara Agogliati, e il candidato del centrodestra Giovanni De Luca. Testa a testa, invece, a Cesano Boscone, fra il sindaco uscente di centrosinistra Simone Negri e Fabio Raimondo candidato di Lega e alleati. Si profila il secondo turno anche a Cormano, fra Luigi Magistro del centrodestra, che è avanti rispetto a Tatiana Cocca del Pd e poi a Novate Milanese, fra Daniela Maldini, alfiere del centrosinistra, e Massimiliano Aliprandi. Si va verso il secondo turno anche a Concorezzo, dove si affronteranno il leghista Mauro Capitanio, che è in testa, e Claudio Bossi, del Pd e lista civica. Si va al ballottaggio anche a Muggiò, dove Pietro Zanantoni del centrodestra è avanti rispetto a Maria Arcangela Fiorito, sostenuta da Pd e alleati. Il centrodestra festeggia, invece, l’elezione di Emanuele Pozzoli a Besana Brianza. Centrodestra in testa anche a Giussano con Marco Citterio e a Bovisio Masciago con Giovanni Sartori.

Per 45 anni Mezzago, poco più di 4 mila abitanti ad est di Monza, è stata la Stalingrado della Brianza, dove il Comune era in mano a partiti o a liste civiche di sinistra, che vincevano anche con percentuali superiori al 70 per cento. Ma in quest’ultima tornata elettorale 11 voti hanno fatto la differenza e il sindaco uscente, Giorgio Monti, ha dovuto cedere il passo al suo avversario, Massimiliano Rivabeni, alla guida di uno schieramento di centrodestra. «È un bagaglio di esperienza, sono percorsi e progetti che rischiano di andare a perdersi — ha commentato Monti —, e i numeri ci dicono che in ogni caso i nostri avversari hanno sfruttato una congiuntura esterna al locale, favorevole al centrodestra e che hanno perso voti e consensi rispetto alla precedente tornata amministrativa di cinque anni fa».

27 maggio 2019 | 14:07

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