Omicidio a Legnano, 71enne ucciso a coltellate in casa: arrestato il figlio

Ucciso dal suo unico figlio con almeno dieci coltellate, vibrate con furia cieca con due coltelli da cucina, al termine dell’ennesima lite. È morto così, alle 10.20 di lunedì mattina nel suo appartamento di Legnano, Michele Campanella, 71 anni, pensionato con una vita alle spalle come militare della Guardia di Finanza. L’uomo che ha posto fine alla sua vita è il figlio Marco, 37 anni il prossimo 15 luglio, che in pochi secondi ha cancellato la vita del genitore e rovinato la propria. L’omicida ha confessato il delitto nella tarda mattinata di lunedì al Pm della procura della Repubblica di Busto Arsizio, Francesca Parola, che lo ha interrogato per oltre due ore nel commissariato di polizia cittadino.

Secondo il suo racconto, il delitto è avvenuto al termine dell’ennesima lite tra lui e il padre, mentre la madre Paola si trovava all’oratorio che fa capo alla chiesa di Legnarello, dove faceva volontariato. «Erano almeno due anni che i rapporti tra me e mio padre erano deteriorati – ha detto d’un fiato Marco Campanella, che, nonostante l’età, viveva ancora con i genitori -: lui mi diceva in continuazione di trovarmi un lavoro, mentre io volevo studiare». Descritto da chi lo conosceva come un uomo schivo e riservato, Marco Campanella aveva conseguito una laurea triennale in materie linguistiche e avrebbe voluto continuare gli studi per ottenere una seconda laurea in Rapporti internazionali. «Inoltre – aggiunge la titolare di un bar tabaccheria sotto casa – si era diplomato in conservatorio e poteva insegnare musica».

A causa di questa diversità di vedute padre e figlio litigavano sempre più spesso. Soprattutto negli ultimi due anni i rapporti erano tesi. Fino a ieri mattina, quando i due hanno litigato per l’ennesima volta. Una discussione furibonda, udita dai tanti vicini che abitano in via Sante Giovannelli. Che a un tratto si è trasformata in qualcosa di molto più grave. Michele Campanella ha cominciato a urlare di paura e a fuggire verso il balcone del suo appartamento al terzo piano della palazzina al civico 4, inseguito dal figlio che brandiva due coltelli: uno da cucina, di quelli che si utilizzano per il pasto e uno con la lama più larga e lungo trenta centimetri, usato per affettare la carne.

Marco ha cominciato a colpire il padre proprio sul balcone, raggiungendolo al torace e alla schiena: una scena terribile, scorta dagli stessi vicini di casa; dopo pochi secondi Michele ha cercato di rientrare in casa per sfuggire ai fendenti ma il figlio ha continuato come una furia, finendolo sul pavimento di casa. Poi ha chiuso la serranda del balcone. È stato in quel momento che un operaio impegnato in alcuni lavori di manutenzione in strada, ha chiamato il 112. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Legnano e gli agenti del commissariato di polizia di via Gilardelli.

Subito dopo, anche i vigili del fuoco, che hanno interrotto l’erogazione del metano, nell’eventualità che l’autore dell’omicidio aprisse i rubinetti del gas per causare una esplosione. Nulla di tutto questo: quando gli agenti di polizia hanno intimato a Marco di aprire la porta dell’appartamento, l’uomo non ha opposto resistenza, ha aperto e, con la maglietta insanguinata, si è consegnato. Ora gli inquirenti dovranno chiarire i dettagli di un delitto compiuto da un figlio dal carattere forse un po’ schivo, divenuto, in un attimo, un assassino. Marco Campanella si trova ora rinchiuso nel carcere di Busto Arsizio, con l’accusa di omicidio. Il corpo del padre è all’istituto di medicina legale di Milano, dove sarà eseguita l’autopsia.

1 luglio 2019 | 12:13

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