Giallo di Imane Fadil, dall’autopsia ipotesi morte naturale: si aspetta il deposito degli esiti

E’ atteso per l’inizio della prossima settimana il deposito della relazione dei consulenti medico-legali sulla morte di Imane Fadil, una delle testimoni ‘chiave’ del caso Ruby, deceduta ormai più di quattro mesi fa, il primo marzo scorso, all’Humanitas di Rozzano dopo una lunga agonia. Mentre, stando ad indiscrezioni di questi giorni, gli accertamenti potrebbero aver escluso l’ipotesi dell’avvelenamento doloso e si propenderebbe per una morte per cause naturali, il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, che segue l’inchiesta coi pm Gaglio e Pavan, ha spiegato che, al momento, la consulenza “non è stata depositata” dagli esperti alla Procura.Imane Fadil, dal primo processo Ruby all’ultima udienza: otto anni di udienze in tribunale
Il procuratore aggiunto, dunque, ha precisato che una risposta “ufficiale” sulle cause del decesso di Fadil si potrà avere con il deposito degli esiti finali dell’autopsia, dopo i complessi accertamenti di questi mesi. Anche se, già nei giorni scorsi, sono circolate indiscrezioni sugli esiti della consulenza. In Procura, già due giorni fa, a seguito delle indiscrezioni, avevano precisato che la relazione (gli esami autoptici sono iniziati il 26 marzo) non era stata ancora depositata ai magistrati, nell’inchiesta aperta per omicidio volontario, e che il pool di medici legali, guidato da Cristina Cattaneo, negli ultimi giorni era ancora al lavoro per chiarire “punti controversi”.

Imane Fadil, il nuovo legale dei familiari: “Vogliono sapere perché è morta, provano rabbia”in riproduzione….
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