Milano, ricorso al Tar del Comune contro il ministero per i Beni culturali: “No al vincolo monumentale al QT8”

Troppo stretti i vincoli monumentali che il ministero per i Beni e le attività culturali ha messo sul quartiere milanese QT8, così stretti da bloccare moltissimi interventi già programmati su strade, aree verdi e palazzi del quartiere simbolo dell’architettura degli anni Cinquanta, progettato da Piero Bottoni per la Triennale del 1947 (Il nome è l’acronimo di Quartiere Triennale 8). Per questo il Comune di Milano ha deciso di ricorrere al Tar contro il decreto con cui, il 3 giugno scorso, il direttore generale Archeologia belle arti e paesaggio del Mibac ha stabilito l’interesse culturale particolarmente importante relativo al quartiere QT8. “E’ doveroso perchè ce lo chiedono la città e molti cittadini. E ci sembrava giusto rappresentare gli interessi della città. Poi si vedrà cosa succede”, spiega il sindaco Beppe Sala.

Nello scorso aprile Palazzo Marino aveva proposto al ministero di sostituire il vincolo monumentale, considerato troppo impattante sulla gestione degli interventi di iniziativa pubblica e privata, con un più appropriato vincolo paesaggistico, già applicato in diversi abiti del territorio cittadino. Ma da Roma è arrivata risposta negativa, e per questo adesso il Comune si è rivolto ai giudici amministrativi “al fine di salvaguardare le sue prerogative nella gestione degli edifici comunali e nella disciplina dello sviluppo del territorio”. Il vincolo, infatti, prevede la preventiva autorizzazione della Sovrintendenza per tutti gli interventi da realizzare su strade, piazze, spazi verdi (compreso il Giardino dei Giusti), edifici abitativi realizzati nel dopoguerra ed edifici pubblici (tra cui la scuola elementare Martin Luther King e il Padiglione per mostre e riunioni con campo giochi per bambini di via Pogatsching) nel quartiere compreso fra le vie Antonio Sant’Elia, Fabrizio Quattrocchi, Alcide De Gasperi,  Renato Serra, Marco Cremosano e Dioede.
 

“Il vincolo monumentale posto al quartiere – commenta l’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran – è una scelta anomala, che pare molto ideologica e che causerà criticità di intervento nelle manutenzioni di strade ed edifici pubblici per il Comune e rigidità burocratiche irragionevoli ai proprietari di abitazioni. Per questo ricorriamo confidando di poter arrivare a un vincolo di natura paesaggistica molto più coerente rispetto alle caratteristiche del quartiere e che il Comune auspicava da anni”. Proprio oggi il progetto di riqualificazione del Parco Monte Stella – oltre 300mila mq di verde pubblico – ha vinto il Bando 57 promosso dalla Fondazione di Comunità di Milano – Città, Sud Ovest, Sud Est e Adda Martesana Onlus che mette a disposizione fino a 100mila euro a favore di azioni e interventi in grado di migliorare la qualità della vita e dell’ambiente delle comunità. Il progetto ‘Monte Stella; nascita di un modello di tutela condivisa’ è frutto del lavoro dell’associazione Promozione Sociale AmbienteAcqua Onlus in collaborazione con il Comune di Milano, Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica Lombardia, Club Alpino Italiano sezione di Milano, Fondazione dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Milano e APS Non Riservato e prevede un programma di recupero, ripristino e manutenzione dell’intero complesso del Monte Stella. Gli interventi prioritari vanno dalla ripresa totale del sistema di canaline e tombini, per una miglior regimentazione delle acque meteoriche, al recupero delle aree a maggior pendenza, per garantirne la massima fruibilità da parte di cittadini e bikers. Saranno inoltre realizzate soluzioni tecniche che consentiranno alle persone con disabilità la fruizione del percorso centrale del parco: sarà la prima realizzazione in un parco pubblico della Lombardia per lunghezza. Il programma prevede anche la messa a dimora di nuovi arbusti e alberi forestali e la perimetrazione di zone da destinare ad ambito protetto per attività educative e didattiche.  Gli interventi, per un valore totale di 155mila euro (di cui il Comune cofinanzia 50mila euro), saranno realizzati con il minor utilizzo possibile di macchine operatrici, con l’obiettivo di salvaguardare la vegetazione del parco. Il vincolo del Mibac – fanno sapere da Palazzo Marino – imporrà che qualsiasi intervento sia sottoposto preventivamente alla valutazione della Sovrintendenza, rendendo quindi il processo di riqualificazione verosimilmente più lungo e complesso.

A sostegno del ricorso contro il vincolo il Pd di Milano: “L’ideologia a 5 Stelle mette i bastoni tra le ruote a Milano con una presa di posizione inutile e dannosa”. Replica di M5S: “Il ricorso è a tutela dei palazzinari”.


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