Milano, 28enne trovato morto nella notte nella piscina comunale di via Sant’Abbondio

Un tuffo alle tre di notte insieme alla fidanzata. La piscina chiusa, la cancellata scavalcata di corsa, senza farsi vedere dai vicini. Come aveva fatto, chissà quante volte, da ragazzino. I vestiti tolti in fretta e lasciati sulle mattonelle marroni del selciato. Uno slancio nel buio e poi quel tuffo proibito. L’ultimo per Marco, nell’acqua illuminata solo dal riflesso dei fari e dalla Luna quasi piena nel cielo di Milano.

Marco Scarcella, 28 anni, indossava solo gli slip, quasi a testimoniare l’improvvisazione di quel bagno. Un’idea venuta alla fine di una serata con la ragazza, 22 anni, con la quale la storia era solo all’inizio. Una «bravata» l’hanno definita gli inquirenti che nonostante il fascicolo aperto per l’ipotesi di «omicidio» hanno pochi dubbi su quanto accaduto venerdì notte alla piscina comunale di via Sant’Abbondio, nella periferia Sud di Milano. Per gli investigatori della squadra Mobile, coordinati dal pm Giovanni Polizzi, si sarebbe trattato solo di una tragedia. Anche se per averne la certezza sarà necessario aspettare i risultati dell’autopsia che verrà eseguita lunedì mattina.

Il giovane abitava a Rozzano, poco lontano, con la famiglia. Ultimo di tre fratelli, gestiva con il papà una agenia di scommesse. Giovedì aveva detto agli amici che sarebbe uscito con la fidanzata. «Una serata tranquilla», così aveva prospettato a un conoscente. E infatti i due ragazzi hanno trascorso la prima parte dell’uscita in un locale sui Navigli. Poi la notte insieme era andata avanti fino a quell’idea di spingersi in via Sant’Abbondio per un bagno proibito. Proprio le immagini della piscina compaiono nell’ultima «storia» realizzata su Instagram. L’impianto, gestito dalla società comunale Milanosport, aveva chiuso alle 19 come ogni sera. Ma non è infrequente che di notte qualche compagnia di ragazzi improvvisi tuffi «illegali» nella piscina olimpionica da 50 metri. La zona è piuttosto isolata: un campo da calcio, una palazzina occupata dai centri sociali. Solo dal lato Est ci sono palazzine che affacciano sulla piscina. Nessuno però ha sentito nulla.

A dare l’allarme, alle 3.20 di notte, è stata la stessa fidanzata che ha chiamato il 112 e atteso l’arrivo dell’ambulanza. Quando sono arrivati i soccorritori e i Vigili del fuoco (il loro intervento è stato necessario per entrare nell’impianto) il corpo di Marco Scarcella era immobile nell’acqua. Secondo i primi esami medico-legali il ragazzo sarebbe morto per annegamento. Anche se sono state trovate lesioni, in particolare nella zona della testa, che però sarebbero compatibili con la dinamica raccontata dalla 22enne. La giovane, in lacrime, ha spiegato ai poliziotti che Marco si sarebbe tuffato in acqua e nell’impatto — contro il fondo che in quel punto è a poco più di un metro o contro il bordo — avrebbe perso i sensi senza mai riprendersi.

19 luglio 2019 | 09:02

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