La toga rossa e il picchetto d’onore: aperta a Palazzo di Giustizia di Milano la camera ardente per Francesco Saverio Borrelli

La toga rossa poggiata sulla bara, rose bianche e il picchetto d’onore. Si apre la camera ardente di Francesco Saverio Borrelli a Palazzo di Giustizia a Milano. Lo storico procuratore capo – l’uomo che guidò negli anni Novanta il pool di Mani Pulite – è morto sabato all’età di 89 anni nell’hospice dell’Istituto dei Tumori dove era ricoverato da alcune settimane. Tra i primi a rendere omaggio a Borrelli, il presidente dell’Anm Luca Poniz, Piercamillo Davigo, Edmondo Bruti Liberati, Gherardo Colombo, Mario Monti e Livia Pomodoro, il procuratore generale Roberto Alfonso. Arrivato anche il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e il sindaco di Milano Beppe Sala con la fascia tricolore.Da Mani Pulite alla Scala, la carriera e le passioni di Francesco Saverio Borrelli
E’ stato l’attuale procuratore capo Francesco Greco a decidere subito che per Borrelli ci sarebbe stata la camera ardente nell’atrio principale del Palazzo di Giustizia, come era avvenuto nel 2014 per Gerardo D’Ambrosio. E proprio Greco, con il procuratore aggiunto Alberto Nobili, è a fianco alla bara, ad accogliere chi arriva per salutare Borrelli. Altri magistrati, a turno e tutti con la toga nera sulle spalle, sono alle loro spalle. Gli uomini della scorta hanno voluto portare a spalla la bara del loro ‘capo’.

repCommento
social experiment by Livio Acerbo #greengroundit #repubblicait https://milano.repubblica.it/cronaca/2019/07/22/news/morto_francesco_saverio_borrelli_camera_ardente_funerali_milano_palazzo_di_giustizia-231734567/?rss