Roberto Formigoni è uscito dal carcere: ai domiciliari, farà volontariato. Il giudice: “Ha compreso i suoi sbagli”

Domiciliari per Roberto Formigoni: il giudice del tribunale di Sorveglianza di Milano Gaetano La Rocca ha accolto la richiesta degli avvocati Luigi Stortoni e Mario Brusa. Intorno alle 14 l’ex governatore della Lombardia ha lasciato il carcere di Bollate per raggiungere la casa di un suo amico medico  che lo ospiterà e sarà qui che sconterà i domiciliari. “Sollecitato a comprendere”, scrive il giudice nel provvedimento, Formigoni ha spiegato di aver “compreso i suoi sbagli” in particolare per quanto riguarda il suo “rapporto con Daccò”, “le vacanze sullo yacht” e altri “atteggiamenti superficiali” che l’ex presidente della Regione  ha spiegato di “non aver valutato adeguatamente”. I giudici valorizzano il “basso profilo” da lui tenuto in carcere con i detenuti che, in quanto ex politico, gli hanno fatto molte richieste.

Pochi giorni fa l’ex governatore, in carcere da cinque mesi a Bollate, aveva fatto richiesta in tribunale di poter accedere ai domiciliari. Richiesta accolta oggi. Formigoni farà del volontariato presso un istituto religioso. “Il giudice ha accolto in pieno le nostre richieste – ha spiegato l’avvocato Stortoni – riconoscendo che effettivamente Formigoni non ha più la possibilità di collaborare sui fatti di cui era stato accusato, rigettando tutti i punti evidenziati dalla procura che era contraria alla nostra richiesta. Il giudice ha evidenziato che Formigoni era stato assolto per l’associazione a delinquere e i pm non avevano fatto neanche ricorso. Il sostituto procuratore generale aveva invece dato il suo parere favorevole ai domiciliari”.

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