Il Cenacolo ‘sposa’ la Grande Brera: il ministero firma il decreto per la nuova gestione

Anche l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci entrerà nel progetto della Grande Brera. Ieri il ministro Alberto Bonisoli ha firmato un decreto che sancisce il ‘matrimoniò tra il Cenacolo e la Pinacoteca: nasce, di fatto, un ‘gigante culturale’ da quasi un milione di visitatori all’anno. Un colpo a sorpresa, l’unione dei due musei statali, che dovrebbe entrare in vigore entro la fine del mese e che controriforma il precedente decreto Franceschini.

La decisione è arrivata in due giorni. Prima l’approvazione del progetto fortemente voluto dal direttore generale di Brera James Bradburne di riaprire i cantieri di Palazzo Citterio, rimettendo mano al restauro previsto. Poi la firma in calce al decreto che interviene sul vecchio documento dell’allora ministro Franceschini e sancisce tra le altre cose l’assegnazione del Cenacolo, attualmente gestito dal Polo Museale della Lombardia, a Brera. Quello che, in pratica, è accaduto a Firenze, dove l’Accademia è finita sotto l’unica regia degli Uffizi. Il Polo museale è il braccio del ministero a livello locale e in Lombardia ha la gestione di dodici musei: dal Cenacolo, appunto, all’area archeologica delle grotte di Catullo e il museo archeologico di Sirmione, dal parco delle incisioni rupestri di Capo di Ponte al museo della Certosa di Pavia. Tra questi, è Leonardo il re incontrastato, in grado pur con gli ingressi contingentati di arrivare a staccare 425 mila biglietti all’anno. Se finirà sotto l’egida della Pinacoteca, Brera sarà ancora più grande.


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