Superenalotto, caccia al nababbo di Lodi: «Di’ la verità, sei tu?»

«Duecentonove milioni…», ripete la signora Gaetanina sgranando gli occhi sul suo libro dei sogni: «La casa, quella mi farei, ma come la voglio io, sul mare. Però vorrei anche aiutare la ricerca sul cancro, quello sì, è giusto», chiosa quasi a voler richiamare a un dovere morale il misterioso vincitore. Già, ma chi è? Uomo, donna? Uno di Lodi, magari qualcuno che si incrocia ogni giorno tra via Volturno e via Cavour? I titolari del bar assicurano di non avere la minima idea. «Siamo in un punto di passaggio — spiega la signora Marisa Caserini, con garbo e pazienza degne di una teca museale — abbiamo i nostri frequentatori abituali ma vediamo anche tanti volti nuovi». Il bar Marino è frequentato quotidianamente per il cappuccio e la brioche da molti dipendenti della Banca popolare di Lodi, che proprio a poche decine di metri ha la sua sede storica, declassata ad agenzia numero 1 quando lo stesso istituto di credito fu trasformato in una sorta di grande lotteria per l’intera città. L’altro bacino di clientela è il mercato, che attira gente da tutta la provincia per quattro giorni alla settimana. Il neomiliardario potrebbe quindi essere un «forestiero».

Nel dubbio anche gli avventori assidui — quelli che si danno del tu e si chiamano per nome — sembrano guardarsi con occhi diversi: «Dì la verità, sei tu il vincitore» è la battuta più ricorrente. Subito dopo viene il richiamo alla beneficenza, che quando si parla della vincita altrui sembra un bisogno insopprimibile: «Mi auguro che si ricordino di tante persone che stanno male», dicono in sequenza il tabaccaio Guglielmo Poggi (che non disdegnerebbe un gesto di riconoscenza), il sindaco Sara Casanova (che non disdegnerebbe una donazione al Comune) e tutti quelli che si trovano davanti a un microfono o a un taccuino. Intanto Guglielmo, sua moglie Marisa e la figlia Sara hanno un bel da fare anche per badare alla piccola coda di giocatori del giorno dopo. «Io ho vinto 2 euro», dice seccatissima una signora uscendo. E il gesto perentorio con cui accompagna la frase conferma che non ha molta voglia di riderci sopra.

15 agosto 2019 | 07:24

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