Università Statale, è record di iscritti ai corsi su Terra e clima: più 50%

Lunedì 7 ottobre la prima lezione del corso di Scienze naturali della Statale inizia con il rinvio di una settimana. «Escalation improvvisa del numero di iscritti. Siete più del previsto», spiega una professoressa agli studenti davanti all’aula di via Venezian. Si presentano decine e decine di matricole in più. E non sono ancora tutte. L’università deve riorganizzare spazi e laboratori, l’aula più grande di Città Studi sarà prestata al corso. «Lunedì si inizia. Mai stati così tanti. È anche l’effetto Greta», dice entusiasta la professoressa di Paleontologia, Lucia Angiolini, coordinatrice del corso.

Confronta i numeri. Non ha dubbi. «Questo interesse per l’ambiente lo dobbiamo anche al movimento per il clima, agli ultimi scioperi e cortei. L’anno scorso erano entrate 417 matricole, oggi ne abbiamo già 200 in più, tanti studenti arrivano anche da altre regioni. E le iscrizioni sono ancora aperte, fino a martedì». Succede alla Statale e anche in altri atenei, spiega la docente: «All’università di Torino hanno superato i 400 nuovi iscritti e sono aumentati anche a Varese. I colleghi come me credono che i numeri siano saliti anche grazie a Greta Thunberg».

Centinaia di studenti all’università scelgono i corsi con biologia, botanica, zoologia, geologia, paleontologia. «Cambiamento climatico e sostenibilità ambientale sono temi centrali. E questi corsi multidisciplinari sono richiesti perché forniscono conoscenze sull’ambiente in tutti i suoi aspetti — sottolinea Angiolini —. È un segnale incoraggiante. E avrà una ricaduta positiva perché i laureati “naturalisti”, che hanno il profilo più completo per insegnare alle superiori, potranno preparare le nuove generazioni».

A Milano l’università Statale ha rilanciato il corso e nel 2018 ha abbandonato il numero chiuso. Il tetto prima era a cento ingressi. Dall’anno scorso iscrizioni aperte a tutti. E aumento immediato di matricole. «Qui come in altri corsi ad accesso libero raccogliamo studenti esclusi da quelli a numero programmato. E sappiamo che tante matricole le perderemo dopo gli scorrimenti delle graduatorie a Biologia e Medicina. Ma restano comunque numeri alti, inaspettati», è la valutazione di Angiolini. Nei corsi di laurea triennale e magistrale l’offerta è stata rinnovata. «Abbiamo inserito più programmi, a partire dall’informatica per la gestione dei dati ambientali — spiega —. I nostri laureati trovano lavoro come insegnanti ma anche in parchi, musei, sovrintendenze, uffici pubblici e imprese private. Il tasso di occupazione? A un anno dalla laurea magistrale raggiunge il 70 per cento».

Il corso lunedì inizia nei nuovi spazi. «L’ateneo ha messo a disposizione l’Aula Levi, che aveva anche ospitato la prima assemblea nazionale dei Fridays for future dopo la grande manifestazione di metà marzo», spiegano al dipartimento di Scienze della Terra. «I numeri anche in questi corsi poi si sgonfiano nel secondo semestre — dice la coordinatrice —. L’anno scorso eravamo partiti con 400 matricole e al secondo anno gli iscritti sono scesi a poco più di 200. Il calo è previsto e calcolato».

Alla partenza però ci saranno più di 600 nuovi iscritti. Le esercitazioni pratiche sono state riprogrammate su più turni. «E gli studenti potranno svolgerle anche a casa — aggiunge Angiolini —. Da quest’anno utilizzeremo nuove tecnologie che permettono la registrazione anche delle lezioni pratiche».

12 ottobre 2019 | 07:22

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