Linate riapre tra capannoni e cantieri, primi 20 voli per inaugurare la pista

Una torta «griffata», lo spumante per le grandi occasioni, le autorità e vertici aziendali. Insomma: grande festa. Linate riapre, Malpensa può tirare un sospiro di sollievo, i passeggeri affezionati possono tornare a metter piede nel city airport anche se qua e là ci sarà ancora qualche cantiere e l’imbarco in alcuni gate avverrà attraverso un capannone provvisorio. Tre mesi dopo la sua chiusura — alle 7 del mattino del 27 luglio — il «Forlanini» torna in servizio dopo aver rifatto la pista di decollo e atterraggio, dopo aver allargato una parte del terminal e aver installato un nuovo e sofisticato sistema di gestione e smistamento dei bagagli. Oggi alle 18 è previsto l’atterraggio del primo volo, l’Alitalia AZ2092 che decollerà da Roma Fiumicino.

Al momento dello sbarco i passeggeri saranno accolti con il dolce del noto pasticciere Ernst Knam, un bicchiere per il brindisi e quelli che — in un modo o nell’altro — hanno un ruolo in questa pista fresca d’asfalto (e luci) alle porte di Milano: Michaela Castelli e Armando Brunini (rispettivamente presidente e amministratore delegato di Sea, la società che gestisce gli scali di Linate e Malpensa), il sindaco di Milano Giuseppe Sala, la ministra delle Infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli, Nicola Zaccheo e Alessio Quaranta (nell’ordine presidente e direttore generale dell’Ente nazionale per l’aviazione civile), Roberta Neri (amministratrice delegata di Enav), Fabio Lazzerini e Massimo Iraci (il Chief business officer e il Chief strategy and operations officer di Alitalia che a Linate detiene i due terzi degli slot).

Dopo il Roma-Milano, atterreranno oggi a Linate altri 19 voli, tutti Alitalia, ad eccezione di un velivolo Lufthansa da Francoforte. Lo stesso che domattina effettuerà il primo decollo, alle 6.30, sempre verso quella che è una delle capitali economiche europee. In tutto, comunicano da Sea, saranno un centinaio i collegamenti in partenza il domenica 27 da Linate. Ma il vero giorno clou sarà lunedì, quando si conteranno circa 300 movimento complessivi. Come ricordano in Sea i lavori al «Forlanini» non finiscono oggi, ma proseguiranno per altri mesi. Una prima parte degli interventi terminerà il prossimo marzo, mentre l’ultimo cantiere dovrebbe essere smantellato nel marzo 2021. A quel punto — con un mix di interventi estetici, miglioramenti ergonomici e innesti tecnologici — il capoluogo lombardo potrà iniziare a sfruttare appieno lo scalo. Ma com’è andato il «Bridge», la maxi-operazione seguita alla chiusura del «Forlanini»? Sono i numeri a fornire una fotografia precisa: in tre mesi i movimenti sono stati oltre 72.200 (il 44% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con entrambi gli scali operativi), i passeggeri sono passati da 6,8 A 9,1 milioni (+34%) e i bagagli sono saliti da 4,5 a quasi 5,8 milioni (+27%).

Ma sono numeri complessivi. Perché scorporati mostrano dov’è che davvero il «Bridge» si è riversato, e cioè il Terminal 1, quello dove si trovano tutti i vettori. Infatti secondo le informazioni che ovviamente non tengono conto della giornata di oggi, se al T2 (quello di easyJet) i movimenti sono incrementati del 4,8% al T1 c’è stato un exploit di quasi il +60%. A leggere ancora più in profondità si scopre che i decolli e gli atterraggi del T1 nei tre mesi eccezionali (oltre 57 mila) hanno superato — e non di poco — il totale di Malpensa dal 27 luglio al 25 ottobre 2018 (50 mila). Stesso discorso anche per i passeggeri: 6,9 milioni al T1 contro i 6,8 milioni dell’intero scalo l’anno passato. A livello generale, stando ai dati di Assaeroporti, nei primi nove mesi dell’anno Linate e Malpensa hanno visto transitare 27 milioni di viaggiatori, un aumento del 4,4% rispetto allo stesso arco temporale del 2018.

26 ottobre 2019 | 07:27

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