L’ultimo saluto a Leonardo, lo zio in chiesa legge una lettera: “Non succeda più una cosa del genere a scuola”

“Cari mamma e papà non piangete più per me. Io sono sempre con voi. Grazie per tutto l’amore che mi avete dato in ospedale sia voi che i vostri amici. Non voglio che succeda più una cosa del genere a scuola. Promettetelo. Sarò io la vostra forza. Il vostro piccolo Leo”. E’ la lettera che è stata letta da uno zio durante il funerale del piccolo Leonardo Acquaviva, il bambino caduto nella tromba delle scale nella scuola primaria Pirelli di Milano in una chiesa gremita dove il parroco che ha celebrato il funerale ha ricordato “questo momento difficile in cui Dio viene visto come un padre che chiede un enorme sacrificio”. “Dio, tienilo stretto a te”: ha pregato così don Giuseppe Buraglio, davanti a un migliaio di persone. Il parroco ha provato a dare “una briciola di luce” ai genitori, spiegando nell’omelia che il loro piccolo figlio “è già arrivato nel porto dove siamo diretti tutti”. Inoltre ha letto un messaggio del vicario a nome dell’arcivescovo Mario Delpini che, esprimendo “vicinanza commossa”, ha sottolineato che “gli angeli dei bambini nel cielo vedono sempre il volto del padre, Leonardo vede il volto del Padre e ci sorride”. Un lungo applauso fuori dalla chiesa è partito dopo essersi concluso la cerimonia.

Sul foglio azzurro che riporta data e ora, affisso ai due ingressi della chiesa di San Giovanni Battista, alla Bicocca, è disegnato un angioletto sorridente che prega a mani giunte: in commosso silenzio familiari, amici, qualche bambino appena uscito di scuola e molti abitanti del quartiere hanno accolto il feretro di Leonardo davanti alla chiesa. Il silenzio è stato rotto solo da un anziano che ha urlato due volte “delinquenti!”, prima di rivolgere un bacio al piccolo feretro bianco coperto da rose. A officiare la messa, a due isolati dalla scuola, don Giuseppe Buraglio, da una ventina d’anni in parrocchia. All’ingresso della chiesa sono state posate varie corone di fiori, una da parte dei compagni e dei genitori della prima C, la sua classe: “Leonardo sarai sempre nei nostri cuori”. E una composizione di margherite nerazzurre a formare una maglia da calcio con su scritto ‘Leo’ e un pallone.


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