“Sull’antifascismo nessun passo indietro”: Sala respinge la richiesta del Municipio di centrodestra per la concessione degli spazi pubblici

“Sull’antifascismo non possiamo fare un passo indietro, andremo avanti con la nostra idea. In questo Paese il ricordo e il rischio di un ritorno del fascismo c’è ancora, io continuerò a difendere i valori della nostra città”: è netto il sindaco di Milano Beppe Sala, dopo l’offensiva del centrodestra riassunta nella mozione approvata – tra molte proteste – dal Municipio 7 di Milano, presieduto dal forzista Alessandro Bestetti. Una mozione che chiede la modifica della procedura per la concessione di spazi comunali e di contributi alle associazioni eliminando la necessità per chi fa richiesta di sottoscrivere la “dichiarazione antifascista”. Per Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Milano popolare quella dichiarazione rappresenta “una ridondante forzatura ideologica, perché il rispetto delle leggi e della Costituzione italiana è prerequisito implicito per chiunque, che non necessita certo di autocertificazioni in carta bollata”. Era l’aprile del 2018 quando la giunta aveva firmato la delibera in cui si stabiliva che chi non firma una dichiarazione di rispetto dei valori della Costituzione repubblicana e antifascista non può ottenere l’utilizzo di luoghi pubblici, sale e spazi del Comune di Milano, né patrocini o contributi di alcun genere, una questione nata dopo che, un mese prima, un altro Municipio di centrodestra, il 5, aveva concesso una sala a Forza Nuova per una conferenza stampa del leader Roberto Fiore e di Roberta Perrone, consigliera di municipio che dalla Lega era passata, appunto, a Forza Nuova.

In Municipio 7 il centrosinistra ha provato a dare battaglia contro la mozione votata da tutto il centrodestra (a eccezione di un consigliere ex Forza Italia) che, di fatto, permetterà di poter ospitare incontri ed eventi anche di Forza Nuova e CasaPound, i movimenti di estrema destra sempre più vicini sopratttutto alla Lega di Matteo Salvini, oltre che a Fratelli d’Italia: il consigliere Pd Lorenzo Zacchetti ha presentato 707 emendamenti, alcuni cittadini presenti in aula hanno intonato ‘Bella Ciao’. “A noi fanno paura e orrore i rigurgiti di nuovi fascismi e antisemitismo, mentre la maggioranza di destra sembra essere allergica all’antifascismo e alla storia di Milano, città medaglia d’Oro alla Resistenza”, attacca la segretaria milanese del Pd Silvia Roggiani. Pare che anche al Municipio 5 la destra si stia preparando alla stessa mozione. Utilizzando l’appiglio che il parlamentino 7 ha già messo nella sua mozione: nelle scorse settimane Parlamento europeo, anche grazie al voto di alcuni eletti del Pd – ma con il no di Pierfrancesco Majorino e il ‘pentimento’ successivo di Pietro Bartolo, ha votato una risoluzione che equipara nazifascismo e comunismo. “La risoluzione ha condannato con fermezza le violazioni dei diritti umani commessi da tutti i regimi totalitari, compresi quelli comunisti” – scrivono i consiglieri del centrodestra – per questo “non si comprende il motivo per cui a Milano si dovrebbe dichiarare il rifiuto della sola ideologia fascista, fingendo che i crimini commessi dai regimi comunisti non siano mai esistiti”.


social experiment by Livio Acerbo #greengroundit #repubblicait https://milano.repubblica.it/cronaca/2019/10/30/news/dichiarazione_antifascista_milano_municipio_7_beppe_sala-239870489/?rss