Perquisizione Regione Lombardia per l’inchiesta sull’ex socio del governatore Fontana

La Guardia di Finanza ha acquisito alcuni documenti negli uffici della Regione Lombardia nell’ambito dell’inchiesta che vede indagato il governatore lombardo Attilio Fontana per abuso d’ufficio per una nomina in un organismo regionale del suo ex socio di studio Luca Marsico. Un’acquisizione di documenti prodromica, tra l’altro, a una richiesta di proroga delle indagini che i pm si apprestano a inoltrare al gip. Gli inquirenti hanno richiesto alcuni documenti in Regione con acquisizioni per approfondire la vicenda della nomina e chiedere, poi, la proroga delle indagini per valutare se, al termine degli accertamenti, chiedere il processo o l’archiviazione per il governatore.

I termini dei primi sei mesi di indagine per Fontana, scadono agli inizi di settimana prossima ed è per questo che i pm milanesi si apprestano a inoltrare al gip Raffaella Mascarino una richiesta di proroga per proseguire e fare approfondimenti, anche con l’eventuale parere di qualche esperto di diritto amministrativo (già uno è stato scartato). Approfondimenti – per i quali è necessario ulteriore materiale, quello richiesto giovedì in Regione – che puntano a stabilire se l’episodio contestato al governatore della Lombardia sia da inquadrare come un illecito amministrativo, come per altro sostiene l’avvocato Jacopo Pensa, difensore di Fontana, o come reato penale. La prima ipotesi comporta una richiesta di archiviazione da parte della Procura mentre la seconda il proseguimento del procedimento penale con la chiusura dell’inchiesta e, dopo almeno 20 giorni dalla notifica del `415 bis´, l’eventuale istanza di rinvio a giudizio. Fontana, interrogato lo scorso 13 maggio, davanti a inquirenti e investigatori aveva rivendicato come una sua scelta quella nomina del suo ex socio di studio legale ad un incarico, da 11.500 euro all’anno, come componente del Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti al Pirellone: non voleva disperdere le sue competenze, aveva affermato il Governatore, e, poi, tra le varie possibilità che si erano presentate aveva scelto per lui la più vicina alle sue passate esperienze e anche la meno lucrosa.

Pronta la replica del legale del governatore Fontana. «Voglio verificare in senso positivo la richiesta di documenti avanzata dal pubblico ministero. Dovendo decidere in ordine alla mia richiesta di archiviazione della posizione del presidente Fontana, evidentemente la procura intende dare risposte che non lasciano spazio a dubbi o ad errori di diritto»: ha spiegato l’avvocato Jacopo Pensa, difensore del governatore della Lombardia Attilio Fontana, in merito alla acquisizione di atti. «L’intento di verificare l’eventuale esistenza di un conflitto di interessi – ha proseguito l’avvocato – non può che significare l’abbandono della originaria ipotesi accusatoria fondata sulla violazione del principio costituzionale di trasparenza. Ben venga l’approfondimento di tale tema che spazzerà via ogni residuo dubbio che i pm possono avere».

31 ottobre 2019 | 13:14

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