«Milano non odia», 5mila al presidio di solidarietà per Liliana Segre

Emanuele Fiano ha letto la poesia di Primo Levi «Se questo è un uomo». Il Checcoro ha intonato «Bella ciao». In tutto sono stati oltre 200 messaggi di pace e solidarietà letti lunedì sera davanti al Memoriale della Shoah al Binario 21 della Stazione Centrale, da cui partirono i treni per i campi di sterminio nazisti. Un modo per stringersi in un abbraccio collettivo alla senatrice a vita Liliana Segre, partita 13enne su un treno per Auschwitz, che oggi sul web riceve più di 200 messaggi di odio e minacce al giorno e alla quale dal 7 novembre è stata assegnata una scorta dei carabinieri.

A quanto riferito dal Pd milanese sono stati cinquemila, nonostante la pioggia battente, i partecipanti al presidio «Milano non odia: insieme per Liliana» organizzato dalle associazioni Bella Ciao, Milano!, Anpi e Aned. Al presidio hanno aderito numerose associazioni antifasciste e partiti politici, tra cui Associazione Famiglie Arcobaleno, Comitato Insieme senza Muri, Federazione nazionale dei circoli Giustizia e Libertà, Festival dei Diritti Umani, Gariwo – La foresta dei Giusti e molti altri. Erano presenti anche i figli della parlamentare .

«Abbiamo scelto l’immagine del giglio perché il nome di Liliana deriva da “lilium”, giglio – si legge nell’appello sottoscritto dalle associazioni -. Nel linguaggio dei fiori il giglio bianco è simbolo di purezza, innocenza e candore, ma anche di fierezza e orgoglio. Noi donne e uomini del nostro tempo abbiamo ricevuto in dono un giglio: quel giglio è Liliana Segre. Oggi però siamo arrivati al punto che questa donna è costretta a vivere sotto scorta. Dopo aver vissuto sulla propria pelle l’odio nazifascista, deve rinunciare a un pezzo della propria libertà per via delle centinaia di insulti e minacce che riceve ogni giorno. Un’altra pagina triste della nostra Storia. Noi diciamo NO a tutto questo e ci stringiamo a lei, il nostro giglio bianco, per proteggerla e per preservare la sua testimonianza».

«Davanti al Memoriale della Shoah, abbiamo voluto stringerci in un abbraccio collettivo alla senatrice, in tanti oltre ogni steccato, per dimostrare che siamo di più e più forti di chi vorrebbe farci ripiombare nell’oscurità del passato, un passato che abbiamo sconfitto con i valori della democrazia e dell’antifascismo, scolpiti nella nostra Costituzione», ha spiegato la segretaria metropolitana del PD Silvia Roggiani, che ha letto dal palco una testimonianza della senatrice Segre sui giorni della Liberazione da parte di americani e russi del campo di Auschwitz. «Nessun passo indietro, non concederemo neppure un millimetro agli spargitori di odio contemporanei. Milano, città Medaglia d’oro alla Resistenza, non si piega. Milano non odia, e le migliaia di cittadine e cittadini presenti questa sera, sono la testimonianza dell’impegno a non arrendersi mai all’intolleranza e agli istinti più biechi», ha aggiunto Roggiani.

11 novembre 2019 | 19:42

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