Cittadinanza a Liliana Segre, il sindaco di Sesto dice no: “Non ha niente a che fare con la nostra storia”

Il Consiglio comunale di Sesto San Giovanni, la “Stalingrado d’Italia” alle porte di Milano fino al 2017, ha bocciato la richiesta di cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre. La manifestazione di intenti era stata presentata ieri sera dal Movimento 5 Stelle e accolta da tutta l’opposizione. Le motivazioni del sindaco Roberto Di Stefano, eletto con una maggioranza di centrodestra, sono che “Liliana Segre non ha a che fare con la storia della nostra città e darle la cittadinanza sarebbe svilente per lei perché è una strumentalizzazione politica”. Una tesi in linea, quindi, con le altre amministrazioni di centrodestra – soprattutto della Lega – che hanno negato la cittadinanza onoraria alla senatrice sotto scorta, testimone della Shoah e sopravvissuta ai campi di concentramento. L’ultimo caso a Biella, con Ezio Greggio  – che invece aveva ricevuto la cittadinanza – che l’ha rifiutata proprio per rispetto nei confronti della senatrice.

Di Stefano del resto, pur se eletto con Forza Italia, non fa mistero delle sue simpatie leghiste: sua moglie è Silvia Sardone, europarlamentare, consigliera regionale e comunale che da berlusconiana è stata folgorata sulla via del salvinismo. E pochi giorni fa proprio Di stefano aveva polemizzato contro una parrocchia di Sesto che aveva concesso gli spazi del suo oratorio per una cena di finanziamento della ong Mediterranea, definendo i suoi volontari come “amici di chi finanzia gli scafisti”.

Cronaca
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