Piazza Fontana, l’arcivescovo incontra i familiari delle vittime: “Non bastano sdegno e protesta”

“A noi non possono bastare lo sdegno e la protesta; a noi non bastano le ricostruzioni e le commemorazioni; non ci adeguiamo alla rassegnazione che invoca la distanza temporale per giustificare l’indifferenza e motivare l’oblio”. In ricordo di quella domenica di 50 anni fa , il 15 dicembre del 1969, quando si tennero i funerali delle 17 vittime della strage di piazza Fontana, l’arcivescovo Mario Delpini, ha incontrato i familiari. Un incontro a porte chiuse, nel segno della solidarietà e della vicinanza. C’erano sia i parenti delle 17 vittime, guidate da Carlo Arnoldi, il presidente dell’associazione, sia Silvia Pinelli, figlia dell’anarchico Giuseppe Pinelli, morto in Questura, mentre veniva interrogato a seguito della strage, precipitando da una finestra. Tutti sono rimasti “commossi e contenti di questo importante gesto di vicinanza da parte del vescovo 50 anni dopo i funerali siamo qui, dove eravamo a piangere i nostri cari, e oggi siamo qui di nuovo per ricordare quel giorno tristissimo, sentendo però la presenza della chiesa e delle istituzioni al nostro fianco”, dicono a margine. Piazza Fontana, l'arcivescovo incontra i familiari delle vittime: "Non bastano sdegno e protesta"
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