Le buche trappola per auto e pedoni sulle strade di Milano: i rattoppi continui non bastano

I vostri cerchioni. I vostri semiassi. Le vostre sospensioni. Non importa che guidiate su quattro, due o tre ruote, a motore o a pedali, elettrico o a nafta. Saggiateli sulla salitella che da piazza Repubblica vi porta sui Bastioni di Porta Venezia, oltre quelle dune di pietra condite da una mucillagine di ghiaia e pietrisco. Pucciatateli in quel cratere che domina viale Abruzzi, e che infiniti lutti addusse a tutto ciò che sostiene uno pneumatico e che sia stato calato in quegli abissi, magari dopo averli “massaggiati” con le montagne russe di piazza Ascoli. Testateli in quello squarcio che orna il tombino che costeggia la fermata del tram di via Solari, quasi all’incrocio con via Stendhal: solo che qui, per farlo, dovrete chiedere permesso alla pattuglia della Polizia Locale che impedisce l’accesso, perché di spazio per non affondare in quella voragine non ce n’è, a meno di fare acrobazie alla Darix Togni. Provatela, l’ebbrezza del vuoto, del sobbalzo, della sincope durante la vostra marcia in città. Tentate la sorte. Perderete.
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