Incidente filobus a Milano, l’autista: «Ho visto tutto buio. Mi era capitato già qualche giorno prima»

«Vuole chiedere scusa alla famiglia della vittima e ai feriti. È veramente dispiaciuto per quello che è successo, però, non sa cosa fare e come fare». Così l’avvocato dell’autista del filobus dell’Atm che la mattina del 7 dicembre, tra viale Bezzi e via Marostica, è passato con il semaforo rosso andando a sbattere contro un camion dei rifiuti. Schianto in cui è morta la babysitter filippina di 49 anni, Shirley Ortega Calangi, e sono rimaste ferite 18 persone. L’autista, indagato per omicidio stradale aggravato e lesioni plurime, è stato interrogato dal pm Rosaria Stagnaro, sostenendo la tesi del malore. «Dopo 38 secondi che era partito, ha avuto un mancamento per un malessere, gli si è offuscata la vista, ha visto tutto buio, un annebbiamento causato da qualcosa che non sa spiegare. Lui ha reagito d’istinto, ma poi si è accasciato a terra dopo l’incidente», ha spiegato il difensore dell’uomo, l’avvovato Salvatore Leotta.

Ha risposto per circa un’ora e mezza «a tutte le domande» del magistrato, ha spiegato l’avvocato Leotta, il quale ha sottolineato che il giovane autista «qualche giorno prima» dell’incidente «aveva avuto lo stesso malore mentre aspettava un turno di scorta, non sa se dovuto a un problema pressorio o di cervicale», passato senza ricorrere al medico. Durante l’interrogatorio gli è stata mostrata «la planimetria dell’incidente e gli è stata fatta riascoltare la telefonata fatta da lui alla centrale operativa», un momento che ha avuto non poche conseguenze emotive. «Ha avuto un mancamento e si è messo a piangere quando ha sentito la sua voce al telefono. Potevamo benissimo aspettare la chiusura delle indagini e capire cosa c’era ma ha preferito rispondere fin da subito».

Il difensore ha detto che all’autista non è stato contestato l’uso del telefono alla guida, la procura lo accusa al momento di condotta imprudente con passaggio al semaforo rosso senza decelerazione, così come non risulta essersi messo alla guida sotto l’effetto di particolari sostanze. «Io so — ha aggiunto il legale — che lui non fuma, non fa uso di psicofarmaci e di nulla, aveva cominciato a lavorare da 6-8 mesi e spera ancora di crearsi un futuro. È una disgrazia che purtroppo è successa. Al momento non è stato sospeso da Atm, ma si trova in malattia ha avuto un trauma fisico, zoppica». Il giovane autista, accompagnato dal padre, si è allontanato dal Tribunale senza rilasciare dichiarazioni.

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30 dicembre 2019 | 14:34

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