La morte in ospedale del giovane Francesco: la procura apre un’inchiesta

La procura di Lodi ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo a carico di ignoti per la morte del giovane Francesco all’ospedale di Vizzolo Predabissi. «I medici hanno cercato fino all’ultimo di salvarlo, ma lui non c’è più»: tra le lacrime la mamma di Francesco Regelio Palomino Conga, il ragazzino 12enne di Cervignano d’Adda entrato in ospedale a Melegnano sabato per un’occlusione intestinale e morto 48 ore dopo, affida il suo dolore al sindaco del suo paese Maria Pia Mazzucco. Francesco avrebbe compiuto 13 anni a febbraio. Non ci è arrivato per un soffio: il suo cuore non ha retto al sesto arresto cardiaco in due giorni. Domenica sera camminava sorridente in corsia all’ospedale Predabissi di Vizzolo, un chilometro da Melegnano. Neanche quattro ore dopo i medici hanno deciso che era necessario operarlo d’urgenza, causa un’ischemia che aveva mandato in necrosi un pezzo d’intestino. Un intervento già delicato di per sé, specie su un bambino, ma aggravato da complicanze cardiache «che i medici non si aspettavano», spiega il direttore generale dell’Asst di Melegnano e Martesana Angelo Cordone.

Alle 18.40 di lunedì Francesco Palomino si è spento. Due giorni prima era entrato in pronto soccorso insieme al papà. La sera prima non era stato bene ed era andato a dormire con dolori all’addome. Nella notte i dolori erano diventati insopportabili, accompagnati da conati di vomito. I genitori pensavano a un attacco di appendicite. Francesco è arrivato in pronto soccorso alle 5 di sabato mattina e il triage gli ha assegnato un «codice giallo». Dai primi accertamenti è emerso che il bambino aveva un volvolo, una torsione innaturale di un tratto dell’intestino che aveva provocato un’occlusione. Situazione delicata — e infatti, precisano dal Predabissi, è «stato sempre tenuto sotto osservazione» —, ma non tale secondo il personale sanitario da procedere subito con un intervento chirurgico. Invece durante la notte la situazione è precipitata. Francesco ha cominciato ad accusare ischemie intestinali, è andato in arresto cardiaco ed è stato rianimato una prima volta. I medici hanno deciso per l’operazione d’urgenza scoprendo che un lungo tratto d’intestino, quello interessato dal volvolo, era in necrosi.

L’intervento ha avuto momenti drammatici, con il bambino ancora in arresto cardiaco sotto gli occhi degli stessi genitori. La zona malata dell’intestino gli è stata asportata, ma Francesco è uscito dalla sala operatoria in condizioni già gravi e messo in terapia intensiva dove il quadro è continuato a peggiorare. Finché il suo cuore si è fermato. La direzione generale dell’ospedale ha disposto un’audit interna per capire che cosa sia successo e la Regione ha annunciato l’istituzione di una commissione di verifica. L’Asst Melegnanese ha poi informato dell’accaduto la procura di Lodi. La salma di Francesco è ancora in ospedale per l’autopsia, che potrebbe avvenire già domani. «Una tragedia immensa, che ci avvicina ai genitori di Francesco — afferma Cordone —: siamo certi che nella gestione dell’emergenza siano stati compiuti tutti gli accertamenti e i passi necessari, restano da verificare le scelte cliniche». Vivace e allegro, così il sindaco Mazzucco (sua insegnante alle elementari) ricorda il suo ex alunno. Martedì mattina si è precipitata anche lei in ospedale, a confortare la madre. E a mandare un ultimo bacio a Francesco.

1 gennaio 2020 | 20:46

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