Il blogger premiato da Mattarella: «Senza bus disabili addio scuola»

«Chiedo solo di poter continuare a studiare e di finire il percorso che ho scelto». Marcos Alexandre Cappato De Araujo è un ragazzo di 18 anni, di origini brasiliane, affetto da tetraparesi spastica. Vive in una casa popolare in via Gonin con i genitori che lo hanno adottato e due fratelli più piccoli. Marcos frequenta il liceo di Scienze umane Gian Battista Vico a Corsico, hinterland Sud di Milano. O meglio, frequentava. Perché dal 7 gennaio non può più usufruire del pulmino che lo portava ogni mattina a scuola e lo riaccompagnava a casa al pomeriggio. Infatti il servizio di contributi per la mobilità del Comune, che prima rimborsava per intero le spese per il bus, ora prevede che una parte sia pagata dalla famiglia, che però non può permettersela. «A casa lavoro solo io — spiega il papà di Marcos, Alessandro Cappato —, e con tre figli a carico non riesco a pagare quasi la metà della tariffa per il trasporto».

Il contributo per la mobilità è sempre stato un servizio a rimborso. Ma nel 2018 una delibera del Comune ha introdotto alcune novità: la domanda per la richiesta del contributo dovrà essere presentata ogni anno (da gennaio a febbraio), unitamente all’attestazione del reddito Isee. In base a questo criterio verrà stilata una graduatoria divisa in fasce di reddito che dovrebbe essere pubblicata nel prossimo mese di maggio. Il Comune ha anche deciso di ampliare la platea dei beneficiari, includendo altre fasce di disabilità, per venire incontro a un’esigenza fatta presente da varie associazioni. Per questo motivo è stata introdotta la compartecipazione, tra Palazzo Marino e le famiglie. Prevede che — in base alle fasce di reddito individuate dalla graduatoria — il Comune debba rimborsi soltanto una parte delle spese mentre il resto rimane a carico delle famiglie.

Il problema, per Marcos — e come per lui anche per altri —, è che così sapranno solo a maggio se avranno diritto al rimborso e di quale entità sarà. Questo è il primo anno che la compartecipazione ha effettivamente inizio: l’anno scorso si era già dovuta presentare la domanda e l’Isee ed erano state assegnate le fasce in graduatoria. Essendo però un anno di transizione, il Comune aveva deciso di fare uno «strappo alla regola», rimborsando completamente i beneficiari del contributo. Ma da quest’anno la delibera diventa totalmente operativa e i Cappato devono fronteggiare la spesa per il pulmino. Anche ammettendo il caso che la famiglia venga inserita nella graduatoria e abbia diritto al rimborso, la cifra restante sarebbe ugualmente insostenibile. Per questo Marcos in questi giorni è a casa e non può frequentare il liceo che ha scelto per vocazione. Come scrive sul suo blog 50seconds.com, «la scrittura è diventata un modo per esprimere me stesso». Ed è proprio grazie al suo talento e al suo impegno nella difesa dei diritti dei disabili che a maggio del 2019 è stato premiato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con l’Attestato d’onore di Alfiere della Repubblica. «Io sono uno e chiedo per me ma anche per quelli che sono nella mia situazione, che sono tanti. Ed è una richiesta giusta per me e per loro».

10 gennaio 2020 | 07:24

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