Ristorante Bagà, il pizzaiolo «Uomo nero» che non vuole i bambini maleducati: il dibattito infiamma il web

Ci sono le mamme che danno ragione al pizzaiolo, quelle che giudicano un errore clamoroso vietare l’ingresso ai bimbi. Chi porta la propria esperienza personale, chi cerca di proporre una soluzione di mediazione. In molti assolvono i più piccoli e condannano i genitori. E poi quella frase ripetuta più volte: «Ai miei tempi bastava lo sguardo di mio padre per farmi stare tranquillo». Quasi cinquemila commenti sulla pagina Facebook del Corriere della Sera, 18mila like, migliaia di condivisioni. La notizia è quella del titolare del ristorante «Bagà» di Villa di Tirano, in Valtellina, che all’esterno del suo locale ha affisso un cartello rivolto alle famiglie: «Venite senza bambini, provate ad educarli, nel caso non vi fosse possibile cambiate pizzeria o restatevene a casa». Chi è d’accordo. «Bravo! Da andare in questa pizzeria certi di un poco di pace e di decoro, smarriti da troppo tempo», scrive Emanuela. «E trovi il televisore acceso sulla partita», risponde sarcastica Eva. Marina: «Ha fatto bene. Poche settimane fa, una cena di lavoro importante, rovinata da due famiglie di decerebrati».

Chi accenna a un problema di discriminazione. «Caro ristoratore, a mio avviso lei sta etichettando i bambini, quelli educati e quello maleducati. Questo non si fa, i bambini sono tutti uguali. Quello che ha scritto è bruttissimo. Se non riesce a stare in mezzo alla gente cambi lavoro», il commento di Barbara. «I bimbi sono tutti uguali, ma non sono tutti educati. Parlo da mamma e da insegnante», risponde Laura. «I bravi genitori dovrebbero cercare un ristorante idoneo ai bambini, con una sala giochi per evitare di farli annoiare», prova a proporre Clara.

«I bambini sono bambini. Non li si può legare a una sedia. Siamo proprio un paese di vecchi. Ma che infanzia avete avuto?», chiede Francesco. «Se corre tra i tavoli non è vivace, è maleducato, e i genitori cafoni che glielo lasciano fare», l’opinione di Carlo. Esperienze personali. «I bambini sono bambini, ma i clienti pagano per mangiare, non per sopportare l’insopportabile intorno a loro», chiosa Flavius.

Maria Cristina rivela che, ai tempi in cui gestiva un agriturismo, lasciava fuori le famiglie con bambini sotto i 12 anni «perché ineducati e disturbatori della quiete»: «Rispondevo che era tutto occupato». Pioggia di critiche per lei. «Una follia», ribatte Corinna.

E poi c’è il punto di vista di chi, nei locali, ci lavora. Roberta, cameriera: «Svolazzano tra i tavoli, si allontano negli spazi verdi e i genitori (con 140 persone da servire) ci chiedevano di cercarli per sapere cosa volessero mangiare, oppure erano ipnotizzati da tablet e smartphone». La Je: «Per colpa di genitori che lasciavano che il bambino si divertisse facendo pizzicotti dietro le cosce al personale stavo per far cadere una teglia di cibo bollente sul pavimento». Maelmale: «Un ragazzino correndo mi ha fatto rovesciare addosso un intero boccale di birra sulla camicia bianca.. Immagina che bello visto che ero a inizio servizio…». Mary: «I bambini correvano tra i tavoli, io con 5 pizze in mano, qualcuna poteva scivolarmi, la mozzarella calda è micidiale…».

Poi la gara di voti: «Sono una mamma di figli ammessi alla maturità con 10 in condotta. Educare i figli è possibile», dice Tanya. «I genitori sono i colpevoli», l’opinione di Andrea e di tanti altri. Lo sfogo di Laura: «Cosa ne sapete voi di cosa passa una famiglia? Magari è un bambino iperattivo o con un deficit per cui fatica a controllarsi. Quei genitori dovrebbero essere aiutati, non giudicati». «Io sono una mamma, ha fatto bene. Noi genitori per goderci una serata in totale relax a volte lasciamo fare tutto e non va bene», l’autocritica di Maria.

«Divieto inammissibile. Ma voi che avete commentato da dove siete arrivati, da Marte? Non siete anche voi stati bambini?», il quesito di Mary. «Quando vado in pizzeria amo mangiare tranquilla, senza bimbi che corrono o gridano: è un mio diritto, così come è un dovere dei genitori educarli al rispetto per gli altri», taglia corto Anna Maura. Il dibattito è aperto.

12 gennaio 2020 | 11:54

© RIPRODUZIONE RISERVATA

social experiment by Livio Acerbo #greengroundit #corriereit https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/20_gennaio_12/pizzaiolo-cartello-gabriele-baga-villa-tirano-uomo-nero-bambini-maleducati-dibattito-327a7f5e-3527-11ea-8d46-5a62eb738d23.shtml