Fontana: «Noi saremo più cauti. Sono ottimista ma richiuderò subito se ci saranno pericoli»

Governatore Attilio Fontana, ha firmato l’ordinanza?
«Sì, le uniche differenze riguardano il fatto che noi non apriremo subito le piscine, le palestre, i centri benessere e che per andare al ristorante è necessario misurare la febbre. Abbiamo sempre detto che bisogna occuparsi della ripresa senza però mai dimenticarsi della sicurezza».

C’è qualche governatore che ha voluto correre più degli altri?
«Ognuno ha un atteggiamento diverso. Dipende dalle condizioni in cui ci si trova. Non dobbiamo dimenticare che la Lombardia è stata la regione più colpita e quindi dobbiamo essere più cauti».

Cosa è successo nella notte dei coltelli?
«Ci sono stati contrasti di carattere giuridico. Ma alla fine le nostre linee guida sono state inserite nel Dpcm. Con quelle dell’Inail certe attività non sarebbero mai potute ripartire. Alla fine è stato fatto un buon lavoro con dei protocolli che coniugano la sicurezza con la possibilità di svolgere le attività».

Ci sono state posizioni diverse tra i governatori?
«Sono state decise regole omogenee per tutti».

De Luca però non firma.
«De Luca era d’accordo sulle linee guida poi non ha firmato perché in contrasto con altre questioni. Ma sono delle linee guida: chi ritiene può distaccarsene».

La Lombardia cosa farà se l’indice dovesse risalire?
«Siamo pronti a richiudere. Ci affidiamo molto al comportamento dei nostri concittadini perché tutti gli esperti sono concordi nel dire che anche una riapertura parziale comporta comunque un aumento dei contagi».

Ottimista o pessimista?
«Ottimista. Abbiamo posto in essere una sorveglianza attenta e rigorosa. Se dovessimo vedere dei pericoli interverremo subito».

Il 3 giugno i lombardi potranno viaggiare nel resto d’Italia?
«Mi auguro di sì, perché vorrebbe dire che la situazione migliora. Sono però decisioni che spettano al governo».

Per approfondire

Molti esperti parlano di una seconda ondata. Cambierete il modello sanitario lombardo per affrontare nuove crisi?
«È stupido chi non cambia opinione e noi qualcosa stavamo già cambiando con il rinforzo della medicina sul territorio, un problema che deriva dai grandi tagli subiti sulla sanità. Ma dobbiamo guardare alle condizioni di partenza e contestualizzare quello che è successo qui, con 90 persone che arrivavano in ospedale con problemi respiratori gravi e che se non venivano assistite morivano. Non c’erano protocolli terapeutici, adesso sì. È chiaro che ora bisognerà anticipare ogni possibile sviluppo del contagio».

Cosa ha provato a leggere la scritta «Fontana assassino»?
«È stato un ritorno al passato, a persone che speravo non esistessero più. Però devo dire che la pesantissima campagna mediatica contro di me può spiegare certe reazioni».

Colpa dei media? Lei non ha nulla da rimproverarsi? Le Rsa, le zone rosse?
«Se me lo chiedete ancora vuol dire che le mie risposte non sono state lette da nessuno. La zona rossa di Alzano non potevo farla io, lo dicono anche i giuristi come Cassese. Per le Rsa noi non c’entriamo con la gestione. A noi spetta il controllo del rispetto dei protocolli. Ricordo che le Rsa per il 90 per cento sono private. Ricordo anche che tante Rsa sono di proprietà di persone illustri dell’economia italiana. Non faccio nomi. Ricordo anche che su 705 case di riposo solo 15 hanno aderito e noi non abbiamo imposto niente a nessuno. Un ultimo appunto: quello che è successo in Lombardia è successo in tutta Italia. Le stesse scelte sono state prese da tanti altri governatori di centrodestra e centrosinistra. Significa che l’attacco contro la Lombardia è determinato da altre ragioni».

E quali sarebbero?
«Vogliono screditare questo modello di governo del centrodestra e vogliono cercare di mettere le mani sulla Lombardia. Gli obiettivi sono tanti, io, Salvini, il centrodestra. Lo fanno in maniera un po’ sgangherata, ma l’obiettivo è questo».

17 maggio 2020 | 22:53

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