Valentina Corradini, maturità perfetta con due anni di anticipo

C’è chi, dopo la maturità, si prende un «anno sabbatico». Valentina Corradini, volendo, avrebbe tempo per due. Nata nel gennaio del 2003, è stata «primina» alle elementari. Poi, l’anno scorso, ha chiesto di frequentare insieme gli ultimi due anni del liceo scientifico Faes di via Zanoia e di sostenere l’esame. Ieri l’esito. A 17 anni si è diplomata con 100 con lode. «Quando ci ha chiesto di anticipare la maturità, ne abbiamo discusso in Consiglio di classe e all’inizio c’era un po’ di scetticismo — racconta il preside Lorenzo Sanna —, non certo per le sue capacità, ma perché il liceo è un percorso di acquisizione di competenze articolato su cinque anni, in cui i ragazzi vivono diversi momenti di maturazione e di relazione. Ma, allo stesso tempo, rispettiamo libertà e capacità degli allievi e, compreso che non era una scelta istintiva, l’abbiamo assecondata. La sua tutor l’ha consigliata nella pianificazione e ogni tanto l’abbiamo accolta in alcune lezioni in quinta dedicate proprio alla preparazione dell’esame. Ora siamo molto felici per lei, ma è stata senz’altro un caso eccezionale».

Valentina, perché questa decisione?
«Alla fine della terza liceo ho cominciato a pensarci seriamente. Lo studio è sempre stata la mia passione e mi sembrava la sfida perfetta, per vedere quanto potevo superare i miei limiti».

Quali requisiti bisogna avere?
«La media dell’8 in tutte le materie, io avevo 9,45. Si fanno prove scritte aggiuntive per essere ammessi alla maturità».

Come si porta avanti lo studio di 2 anni in contemporanea, senza poter sentire le spiegazioni dei professori dell’anno successivo?
«Ho approfittato dell’estate del terzo anno per studiare il programma di quarta di matematica e fisica. È impegnativo, ma i professori erano sempre disponibili, quando avevo bisogno di un chiarimento».

Cosa ricorderai del maxi colloquio?
«Mi sono gustata ogni momento, anche quelli in cui non avevo risposte perfette. Non pensavo al voto. Ho imparato a farlo in terza, quando il prof di italiano ci ha sfidato, dicendo che avrebbe messo 10 a chi imparava a memoria un canto dantesco. Allora ho scelto il trentatreesimo canto dell’Inferno, quello del Conte Ugolino. Più passava il tempo e più mi appassionavo. Quando l’ho recitato in classe, con i compagni che ascoltavano, del 10 non mi ricordavo più. E così la maturità è una prova di atteggiamento, si dimostra di aver sviluppato idee proprie».

Chi hai voluto come accompagnatore?
«Mia sorella Corina, 15 anni, siamo legatissime. E fuori scuola, ad abbracciarmi, c’erano le mie amiche Bianca e Irene».

Oltre allo studio hai altre passioni?
«Facevo atletica ma ho rinunciato. L’altra mia passione è il dibattito. La sera coi nostri genitori discutiamo molto delle notizie che arrivano dal mondo».

Ora andrai in vacanza?
«Solo qualche giorno: devo preparare il test di Medicina in Statale a settembre. Mi affascina il rapporto fra paziente e medico. Mia madre Viorica è infermiera al San Paolo e mio padre Renzo anestesista al San Carlo. Dai loro racconti ho sempre respirato quest’atmosfera in casa».

22 giugno 2020 | 22:29

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