Milano, lite in un condominio: attore accoltella a morte il vicino. “Avevamo tutti paura delle sue sfuriate”

Tommaso Libero Riva, un transessuale di 46 anni, diventato attore nel film “La casa dell’amore” di Luca Ferri, presentato a fine febbraio alla Berlinale 2020, è stato arrestato dalla polizia per aver ucciso un vicino di 68 anni, Giuseppe Villa. L’ha accoltellato salendo al piano di sopra, la tragedia in un palazzo di via Trilussa, a Quarto Oggiaro. Intorno alle 2,45, Riva, che a sua volta anni fa aveva rischiato di essere ucciso dal suo coinquilino, un giovane brasiliano, si è presentato armato di un coltello da cucina con cui ha colpito al braccio l’anziano che vive con la moglie. Tra i due c’erano stati dissapori da tempo, anche per lo stile di vita di Riva, che era spesso molesto, aggressivo, ubriaco o fatto di cocaina.

Ancora sconosciuti i motivi dell’ultima lite; quando gli agenti sono arrivati sul posto hanno trovato la vittima sanguinante, Riva incapace di muoversi e il coltello usato per colpire. I vicini, svegliati dalla voce di Riva che urlava e imprecava mentre saliva le scale con il coltello in mano, sconvolti hanno visto la scena e hanno testimoniato. Il 46enne è stato arrestato in flagranza con l’accusa di omicidio volontario. Il 68enne trasportato d’urgenza all’ospedale Niguarda dove è morto poco dopo. L’assassino abitava nel palazzo sin dalla nascita, con i genitori e la sorella. Dieci anni fa aveva perso sia il padre che la madre, e ormai la sorella era andata a vivere lontano. I vicini raccontano che da quel  momento, lasciato solo, e carico di gravissimi problemi personali, il suo comportamento si era fatto aggressivo: «Non solo aveva smesso di pagare le spese condominiali, ma spesso danneggiava le parti comuni e poche settimane fa tornando a casa ubriaco aveva sfondato la porta e da allora la sua porta è rimasta aperta», racconta il signor Nino, dirimpettaio della famiglia Villa.”Non credo che c’entri il fatto che stesse facendo una transizione dal genere maschile al genere femminile”, aggiunge. “Era una testa calda, e negli anni aveva avuto diverse denunce”.


“Eravamo tutti d’accordo che non avremmo aperto o reagito alle sue innumerevoli provocazioni”, continua Nino. “E infatti non ci spieghiamo come mai ieri sera il signor Villa abbia aperto la porta nel cuore della notte, quando Tommaso è salito al terzo piano, bussando con forza, con un coltellaccio in mano”. E poi conclude: “Gli urlava ‘Vieni fuori che ti ammazzo'”. Poi ricorda ancora scosso: “Mi sono svegliato nel cuore della notte sentendo Riva che urlava e imprecava mentre saliva le scale. Dallo spioncino ho visto che aveva un coltello in mano, allora ho chiamato il 112 e sono rimasto in contatto con loro finché non è arrivata la polizia: è stata mia moglie ad aprire il cancello alla volante pochi minuti dopo. Di Riva sapevano già tutto, era noto alle forze di polizia”.


 

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