Cento giorni all’hotel Michelangelo di Milano: oltre 500 persone ospitate per la quarantena. E tra poco si chiude

Cento giorni dall’apertura e 511 ospiti in isolamento passati per le sue stanze: è il primo bilancio dell’Hotel Michelangelo di Milano, che sorge a fianco alla Stazione Centrale, trasformato in una struttura di accoglienza per le persone costrette alla quarantena – dopo essere risultate positive al Coronavirus o essere state a contatto stretto con persone positive – che, per motivi diversi, non potevano farla in casa. L’albergo a 4 stelle ricovertito chiude a giorni e le poche decine di persone (meno di 40) che ancora vi risiedono verranno spostate nella struttura di accoglienza collettiva del Comando aeroporto di Linate dell’Aeronautica militare.

Una esperienza e un modello – hanno detto in sintesi il prefetto Renato Saccone e la vicesindaca Anna Scavuzzo – che ha dato risultati importanti e che è stato realizzato grazie alla collaborazione e alla rete fra le istituzioni. Oggi fortunatamente non è più necessario, ma le conoscenze e la pratica acquisite sono un patrimonio importante. Il Michelangelo, ha spiegato un rappresentante della proprietà, il gruppo Finleonardo, per il futuro è aperto a più opzioni: il ritorno alla normalità turistica e convegnistica o piuttosto un altro utilizzo.

I dati dal 30 marzo – in piena emergenza Covid – dicono molto della sua funzione strategica nel momento dato: in 280 stanze su 16 piani sono stati accolti 348 uomini e 163 donne per più del 50% provenienti da ospedali, per il 23,5% da strutture collettive di accoglienza, per circa il 15% da caserme delle forze dell’ordine e per il restante 10% da contatti tramite canali del Comune di Milano e di Ats Città Metropolitana (quindi sono state accolte anche persone provenienti da fuori il capoluogo). L’età media degli ospiti è stata di 42 anni: sono state circa la metà le persone tra i 40 e i 60 anni (45%), seguite dalla fascia d’età tra i 20 e i 30 anni (18,8%), tra i 30 e i 40 (15,5%), tra i 60 e i 70 (9,8%) e tra i 70 e gli 80 (5,5%). Il tempo medio di permanenza è stato di 28 giorni: la maggior parte degli ospiti (265) si è fermata tra i 15 e i 30 giorni, mentre in 121 casi la permanenza è stata uguale o inferiore a due settimane; sono poi 76 le persone che hanno dovuto fermarsi tra i 30 e i 40 giorni, 37 tra i 40 e i 50, 10 tra i 50 e i 60 e 2 per più di due mesi.

La struttura, con 280 stanze su 16 piani, è stata gestita dalla cooperativa Proges, Milano Ristorazione ha fornito oltre 28 mila tra pranzi e cene e circa 14 mila colazioni. Mediamente gli ospiti sono stati 120 con un picco di 200 presenze tra metà aprile e metà maggio. Soprattutto è stata sottolineata l’importanza della quarantena inter-familiare: proprio fra le mura domestiche infatti il virus ha trovato facilità di contagio.
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