Teatro Franco Parenti, gli attori guariti dal virus: «Sul palco torniamo felici»

«Metà marzo, pieno lockdown. Ci chiama al telefono la nostra vicina di casa ottantenne. Era caduta, si lamentava, non riusciva a rialzarsi. Io e mia moglie non ci abbiamo pensato un attimo, con mascherina e guanti siamo andati a soccorrerla, aspettando che arrivasse l’ambulanza. Sembrava stesse bene, a parte la caduta, invece dopo due giorni è stata ricoverata per Covid e in seguito è morta. Passato il periodo di incubazione, abbiamo iniziato ad avere a nostra volta i sintomi». Marco Balbi, attore, 66 anni, ora completamente guarito, ha ricominciato a recitare proprio in questi giorni e lavora allo spettacolo «Stasera si può entrare fuori», per la regia di Andrée Ruth Shammah, allestito ai Bagni Misteriosi del teatro Franco Parenti, che parla anche di rinascita e lockdown. «Duecento persone hanno assistito alla prima — racconta —. Per la quarantena sono stato fortunato perché avevo a fianco mia moglie, con cui sto dal 1977, ma l’arrivo al San Carlo mi ha impressionato. Continuavo a sentire sirene, sono rimasto fermo per tre giorni su una barella del pronto soccorso. Poco dopo di me hanno ricoverato anche mia moglie».

Per una coincidenza del destino, nello stesso spettacolo ai Bagni Misteriosi recita anche un’altra attrice che era stata ricoverata per Covid. Vanessa Korn, 36 anni appena compiuti. «Mi sentivo affogare, mi mancava il fiato per mettere insieme le parole. Non potevo parlare, non potevo toccare né essere toccata. E per una attrice togliere i gesti, il contatto, è come implodere», ricorda. Le cicatrici sui polmoni restano per molti mesi e il suo timbro di voce non è ancora tornato quello giusto, ma «sul palco sento di essere completamente guarita e riesco a trasmettere una energia». Lo spettacolo è in sei parti: «A un certo punto tengo con le mie mani una grande luna di cartapesta a sovrastare due persone che si baciano. Non è solo finzione, è una coppia anche nella vita. é il mio augurio ad ogni forma di cauto avvicinamento, dopo il lockdown — continua l’attrice —. Verso la fine chiedo poi al pubblico se qualcuno ha perso l’equilibrio o barcollato o sentito una mancanza, in questi mesi. Annuiscono quasi tutti. Mi ricordo come siamo stati soli, e mi sento un po’ felice».

20 giugno 2020 | 20:21

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