Fondi Lega, le minacce del prestanome Luca Sostegni ai commercialisti del Carroccio : “Pagatemi o racconto tutto”

E’ un crescendo di tensione e insoddisfazione quella che porta Luca Sostegni, il prestanome di uno dei commercialisti più vicini alla Lega, Michele Scillieri, a provocare le prime crepe nel muro di silenzio eretto intorno al sistema di finanziamenti leghisti. “Io innesco una serie di situazioni che poi non so dove si va a finire”, attacca Sostegni. Che allude poi ad altre pratiche oscure di cui sarebbe a conoscenza. “Perché poi da questo si va alle cantine, dalle cantine si va al capannone, si va alla fondazione, si va alla Fidirev, si va ai versamenti, si va a tutto. Io per 30mila euro non so se ne vale la pena”.

Per mesi Sostegni – che domani mattina sarà interrogato nell’udienza di convalida del fermo – ha atteso che il suo ruolo di titolare della Paloschi srl, la società da cui è partita l’operazione di compravendita dell’immobile di Cormano che avrebbe ospitato la Lombardia Film Commission, venisse ricompensato adeguatamente. Nella richiesta di fermo del procuratore aggiunto Eugenio Fusco e del pm Stefano Civardi, la Guardia di Finanza di Milano annota come Sostegni si sentisse “in qualche modo defraudato di quanto gli sarebbe spettato per la gestione della “vicenda Paloschi” avendo ricevuto a suo dire appena ventimila euro a fronte dei profitti enormi per gli altri, ma soprattutto ne reclamava perlomeno altri trentamila”. Dopo il fermo, quando ha incassato altri 5mila euro, Bisogni ha fatto le sue prime ammissioni. Ha affermato di avere un accordo con Scillieri per avere mille euro ogni venti giorni, fino alla somma di trentamila euro, oltre i ventimila già incassati.

“Un’escalation”, la descrivono gli investigatori della Finanza. Sostegni sin da novembre inizia a minacciare i tre commercialisti della Lega – oltre a Scillieri, Alberto Di Rubbia e Andrea Manzoni, ex revisori contabili della Lega in Parlamento – dicendo che avrebbe raccontato pubblicamente la storia di Andromeda, la società che aveva acquistato l’immobile di Cormano a 400mila euro (da Paloschi srl) e poi lo ha rivenduto a 800mila alla fondazione Lombardia Film Commission. Ma soprattutto minaccia di “raccontare il giro di denaro proveniente dalla provvista di 800mila euro” che dopo la compravendita si dirige a imprenditori e enti vicini al Carroccio. Oltre la maxi plusvalenza, ci sono per esempio anche ulteriori 72mila euro pagati dalla Fondazione Lombardia Film Commission, per il “completamento della ristrutturazione” del capannone.

Sostegni è “a caccia di soldi”. Promette “ad alcuni giornalisti, dietro compenso, rivelazioni di sicuro effetto mediatico, ma i professionisti ai quali si rivolge non pagano le fonti”, aggiungono i pm. Tratta sul prezzo del suo silenzio. E appena atterra dal Brasile in aeroporto a Milano, “le prime conversazioni al telefono cui prende parte hanno ad oggetto il suo obiettivo: ottenere la somma pretesa per poi tornare, nuovamente in Brasile”. Dopo che Scillieri lo dirotta agli altri due professionisti, Sostegni lo “invita a contattare direttamente Di Rubba, piuttosto che Manzoni, affinché valutino con attenzione le conseguenze a cui si esporrebbero nel caso il suo impegno non venga rispettato”.


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