Coronavirus in Lombardia, inchiesta sui test sierologici: indagati i vertici di San Matteo e Diasorin

I vertici del Policlinico San Matteo e della multinazionale Diasorin sono indagati per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e peculato per l’accordo sui test sierologici anti-Covid, già oggetto nelle scorse settimane di una controversia davanti al Tar e al Consiglio di Stato. I magistrati stanno anche cercando di fare luce su possibili legami politici che abbiano potuto fare parte della trattativa.

La procura di Pavia ha disposto, nell’ambito delle indagini coordinate dal procuratore aggiunto Mario Venditti e da Paolo Mazza, l’esecuzione di diverse perquisizioni domiciliari e locali: la Guardia di Finanza si è recata presso l’Ircss San Matteo, la Fondazione Insubrica di Ricerca per la vita, la Diasorin spa e la Servire Srl. Tra gli indagati ci sono il presidente, il direttore generale e il direttore Scientifico della fondazione San Matteo di Pavia, il responsabile del Laboratorio di Virologia Molecolare del medesimo istituto e l’amministratore delegato della società biotecnologica piemontese. Per i pm di Pavia, nell’accordo tra il San Matteo e la Diasorin per i test per diagnosi da Covid sarebbero stati “utilizzati beni mobili, materiali (personale, laboratori e strumenti) e immateriali (conoscenze scientifiche tecnologiche e professionalità) costituenti patrimonio indisponibile dell’ente pubblico e così sottratti alla destinazione pubblica per il soddisfacimento di interessi privatistici che restavano nell’esclusiva titolarità di privati, anziché dell’Ente che aveva finanziato la ricerca”.

I legami politici

Per fare luce sui “legami politici” che possono aver influito sulla scelta della Diasorin come partner del San Matteo per i test per scoprire il Covid, secondo i pm di Pavia “occorre riferire che la Diasorin spa, oltre alla sede di Saluggia (Vercelli) ha uffici nell’Insubrias Biopark a Gerenzano (Varese)”. Nel decreto di perquisizione è scritto che nel polo scientifico tecnologico, “si trova la sede legale della Fondazione Istituto insubrico il cui direttore generale è Andrea Gambini, già commissario della Lega varesina e presidente della Fondazione IRCCS Carlo Besta”.

I militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Pavia stanno sequestrando documentazione e computer. Gli investigatori ipotizzano che la multinazionale Diasorin sia stata favorita, a discapito di altre potenziali concorrenti, dall’aver ricevuto tutti i risultati delle attività di ricerca e sperimentazione effettuate dalla Fondazione San Matteo di Pavia, nel settore dei test sierologici per la diagnosi dell’infezione da Covid-19.

L’inchiesta

La vicenda nasce da una denuncia presentata da una società concorrente esclusa dall’accordo per lo sviluppo di test sierologici e molecolari allo scopo di ottenere la marcatura della Comunità europea. Tale accordo veniva stipulato senza gara rendendo possibile un vantaggio economico per l’impresa piemontese. Altri accertamenti sono in corso per delineare i rapporti economico commerciali esistenti tra Diasorin, Fondazione Istituto Insubrico di Ricerca per la Vita e la società Servire srl, operanti presso l’Insubrias Biopark di Gerenzano nel Varesotto.


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