Anche il Fuorisalone va online: da oggi interviste e anteprime con oltre 300 aziende

Come sappiamo tra le vittime del Covid si annovera anche il Salone del Mobile 2020 e con lui il Fuorisalone evento parallelo diffuso in città. L’appuntamento è slittato all’aprile prossimo per un’edizione, la sessantesima, che sarà speciale non solo per il valore simbolico della ripartenza ma anche perché raggrupperà le manifestazioni biennali dedicate ai settori bagno, cucina, illuminazione e ufficio. La kermesse milanese è il più grande evento internazionale del settore, attira circa 400mila visitatori ed è un volano eccezionale per l’export delle imprese italiane, l’indotto sulla città è di circa 350 milioni di euro, di 1,3 miliardi sull’intero Paese. Nei giorni del lockdown sono stati molti i dibattiti sul futuro del design, tra gli argomenti trattati l’eccesso di offerta, la bulimia della produzione, l’esigenza del superamento del concetto «usa e getta» e di una rinnovata attenzione per la qualità. Mentre gli ambienti devono sposare leggerezza e flessibilità per adattarsi a usi ibridi come ci ha insegnato lo smart working.

Ma torniamo al Salone del Mobile. Quando il presidente Claudio Luti ha annunciato il rinvio al 2021 sono fioccate idee per soluzioni intermedie alternative. Studiolabo, ideatore 16 anni fa della piattaforma Fuorisalone.it, si è mosso sul suo terreno d’elezione. È nato così Fuorisalone Digital la versione virtuale del Salone. «Un format che vivrà anche quando si tornerà al mondo fisico così come lo conoscevamo prima», racconta Cristian Confalonieri, ideatore di Studiolabo insieme a Paolo Casati. Quattro strumenti animano la piattaforma: Fuorisalone TV, Fuorisalone Meets, Fuorisalone China e Fuorisalone Japan. «Quando è stato chiaro che i Paesi asiatici non sarebbero potuti essere presenti a Milano abbiamo immediatamente attivato delle partnership. La risposta delle aziende straniere, quelle dell’Estremo Oriente ma anche degli Usa e dei Paesi Arabi, è stata tempestiva. Non così per quelle italiane ancora troppo carenti dal punto di vista digitale. Solo una volta che hanno visto il successo dell’iniziativa sono salite a bordo. Molti buyer stranieri non chiedono più di toccare il prodotto con mano e, se è vero che la qualità e l’artigianalità italiana sono ancora apprezzate, è pur vero che i grandi numeri sono una questione di marketing e l’e-commerce è indubbiamente il futuro. Noi italiani abbiamo veramente bisogno di fare un salto in avanti se vogliamo restare competitivi».

Duecento video on demand, 30 ore di live talk, 25 webinar e ancora anteprime di prodotto, interviste, lezioni, tutto a disposizione da oggi a domenica. «Ma il bello del digitale — conclude Confalonieri — è che, oltre ad essere economico, può essere eterno, e infatti tanti contenuti saranno disponibili anche nei prossimi mesi». Nessun rimpianto dunque per il mondo reale? «Ma certo! Mancherà la messa in scena, la festa del Fuorisalone e ancor di più l’effetto sorpresa che si prova incappando per caso in un’installazione, una location, un oggetto che non ci aspettavamo di trovare».

15 giugno 2020 | 08:15

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