Il tennis conquista il «match point»: campi pieni e prenotazioni esaurite

La combinazione di fattori, innanzitutto: il distanziamento sociale incorporato più l’aria aperta. E così, con la fine del lockdown, il tennis a Milano e dintorni è decollato. Game, set, match a padel (che ha meno campi), piscine (costrette dal coronavirus a ridimensionare spazi e ingressi), calcetto e beach volley (che devono ancora riaprire gli impianti). «Un fenomeno clamoroso — conferma Roberta Guaineri, assessore allo sport del Comune —, tanto che la app “prenota un campo”, che aveva accordi con i club privati, è stata aperta anche a Milano Sport»: un totale di 22 campi da tennis (4 al Lido, 3 in via Washington, 3 al Cambini Fossati, 12 al Saini), con percentuali di riempimento del 90%, dato in netto miglioramento rispetto all’anno scorso.

La riscossa del tennis, trainato dal buon momento degli azzurri prima che la pandemia fermasse il mondo (Matteo Berrettini numero 8 del ranking, Fabio Fognini n.11, Jannik Sinner n.73 in avanzamento veloce), deve al suo infimo grado di pericolosità il boom dei giorni nostri. «Abbiamo molto insistito per la riapertura e per fortuna la regione Lombardia si è dimostrata sensibile — racconta Laura Golarsa, ex n.39 del mondo, un indimenticato quarto di finale a Wimbledon ’89 contro il mito Chris Evert, oggi titolare di tre strutture (Tc Barona, XXV Aprile, Harbour Club) —. Temevamo che i genitori fossero reticenti, invece abbiamo rimesso in campo il 95% degli allievi (400 tra scuola e agonisti, più un centinaio di adulti), a cui offriamo un percorso tecnico di qualità: 18 nostri giocatori sono arrivati dal vivaio al ranking Atp. A tutti permetteremo di recuperare le nove settimane di chiusura, allungandoci fino a fine luglio. Le prenotazioni dei campi sono già sold out».

Chi prima andava in palestra più volte alla settimana, insomma, o a nuotare la sera, adesso si sente più sicuro e tutelato da un’ora di tennis con la rete a mantenere le distanze, abolite le strette di mano, permesse le chiacchiere tra maestro e allievo tanto il campo è lungo oltre 23 metri: effetto droplet scongiurato. «C’è anche un altro fattore da considerare — fa notare Barbara Rossi, la brava maestra dalle cui mani è passata anche la regina del Roland Garros 2010 Francesca Schiavone, titolare dell’agonistica del Quanta Club, zona Affori —. Oggi con lo smart working ci si gestisce in modo diverso, la fascia oraria della pausa pranzo, ad esempio, è diventata gettonatissima: prima dell’epidemia erano tutti in ufficio». Anche il Quanta, che può approfittare di spazi enormi, ha riempito tutti i campi (16, per un totale di 400 allievi) dal minuto successivo alla fine del lock down. E da domani partono i camp estivi per ragazzi: ciascuno sarà dotato di un braccialetto elettronico che vibra quando la distanza di sicurezza scende sotto il metro. La garanzia migliore per i genitori ansiosi.

Ugo Pigato, ex professionista e papà della promettente Lisa (talento di interesse nazionale classe 2003, sgessata ieri dopo la rottura del polso sinistro: inizia la riabilitazione, auguri di cuore per una pronta ripresa), insegna alla Milano Tennis Academy di Segrate, all’interno dello Sporting. «Siamo di nuovo alla capienza di prima della pandemia — conferma —, bambini, agonisti e adulti sono tornati tutti a giocare. Per la scuola (240 allievi su 8 campi) abbiamo addirittura la lista d’attesa». E anche una minuscola — ma centralissima — realtà come il campo in terra rossa di Via Vasari, parte del complesso dei Bagni Misteriosi e del Teatro Parenti, appena 2400 metri da Piazza del Duomo, può dire di aver arrotondato i suoi numeri: «Stiamo recuperando i due mesi di lezioni perse, ad agosto non ci fermeremo, ma abbiamo già richieste per la scuola di settembre — conferma Raffaele Failla, fondatore, maestro e nume tutelare del Centrale di Milano dal lontano ‘84 —. La prima lezione inizia alle 6 di mattina e non ci si ferma più fino alle 23. E chi vuole prenotare un’ora per il doppio con gli amici si prepari a un mese di attesa». I clienti sono tranquilli: a tennis si gioca con serenità anche con il virus ancora in circolazione. Il serve and volley come vaccino.

14 giugno 2020 | 08:05

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