Cinquanta prefabbricati per elementari e medie, così il Comune salverà l’anno scolastico

La scuola elementare di via Quarenghi avrà almeno una struttura provvisoria (con molta probabilità più di una) per accogliere i suoi studenti a settembre. La primaria dell’Istituto comprensivo Riccardo Massa in Zona 8, infatti, è una delle scuole inserite nella lista che raccoglie gli istituti comprensivi a cui saranno assegnati i circa 50 prefabbricati che il Comune acquisterà per ospitare gli studenti di elementari e medie che non troverebbero spazio in classe. La lista, che l’assessore all’Edilizia scolastica Paolo Limonta — anche ieri impegnato nella visita a una delle scuole richiedenti — va definendo, sopralluogo dopo sopralluogo, è quasi completa e a metà della prossima settimana dovrebbe svolgersi la procedura per individuare l’azienda che fornirà le strutture. L’assegnazione dei prefabbricati non è semplice, perché l’aggiornamento delle norme da applicare ha fatto più volte cambiare le esigenze degli istituti.”Tutte le richieste provenienti dalle scuole sono state prese in considerazione, ma dovendo fare una selezione — spiegano dal Comune — si è scelto di dare priorità alle situazioni più gravi. Agli istituti in cui manca spazio per molti allievi, spesso anche per la presenza di cantieri di manutenzione”. In un certo senso, quindi, si pone rimedio al disagio aggiuntivo provocato dalla presenza dei lavori. Aspettando di conoscere le altre assegnazioni, filtra che nella maggior parte dei casi ogni scuola, proprio perché si interviene nei casi più complessi, riceverà più di una struttura, dal momento che gli ambienti potranno contenere una sola classe.

Tra i dirigenti in attesa c’è Laura Barbirato, preside dell’istituto comprensivo Maffucci, che ha chiesto “due strutture per l’elementare Guicciardi, dove per accogliere tutti i bambini nelle classi è necessario svuotarle dei vecchi arredi”. Così, sono stati ordinati nuovi banchi “più piccoli, ma non a rotelle”, sottolinea la preside e si dovrà “trovare uno spazio in cui spostare il mobilio”. Per accogliere gli studenti delle medie, ed evitare di fare turni di mattina e pomeriggio, invece, “pensiamo di destinare alle 3 classi più numerose un laboratorio, una mensa e il teatro della primaria — spiega Barbirato —. I ragazzi che resteranno fuori dalle aule, 2 o 3 per classe a rotazione, potrebbero seguire insieme un modulo di Cittadinanza e Costituzione”. Per Barbirato il tema critico è la sorveglianza: all’ingresso e all’uscita, per la quale pensa “schierare” gli insegnanti nei corridoi, ma anche negli spostamenti, ad esempio per il bagno. Il lato positivo è la presenza di un giardino attrezzato, dove “le classi facevano già attività all’aperto e in cui, specie all’inizio, si svolgeranno le lezioni di educazione fisica”.

Sul verde punta anche Francesco Muraro, preside dell’Istituto comprensivo Giacosa, all’interno del parco Trotter. “Acquisterò 90 kit da campeggio, con un tavolo e 4 seggiole ciascuno e avrò 15 ‘aule’ da 24 posti”, spiega il dirigente, che riesce a collocare in classe tutti i suoi studenti, ma guarda alle lezioni all’aria aperta come soluzione d’emergenza. “Se mancheranno gli insegnanti, come probabile a inizio anno, fuori potremo accorpare i loro studenti ad altre classi, cosa impossibile all’interno”, spiega Muraro, che per le elementari valuta due scenari di orario: un piano A tradizionale e un piano B, con ore da 55 minuti.

Per la mensa, invece, “la soluzione prevalente è il pranzo in refettorio su più turni, con il pasto in classe come alternativa di riserva”, aggiunge il preside, che consiglia alle famiglie di fornire ai figli un kit con mascherina, guanti e gel disinfettante da tenere nello zaino.


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