Milano si prepara alla “ripresa” fiscale: Tari in arrivo per 620 mila ma si potrà pagare in più rate

È stata una delle prime misure per arginare la crisi Covid. Era l’11 marzo e, in piena emergenza sanitaria, il sindaco Beppe Sala ha firmato un’ordinanza per rinviare alcune scadenze di tariffe e tributi. A cominciare dalla Tari, la tassa sui rifiuti che, nell’anno più nero, è stata spostata a settembre e si potrà pagare anche in quattro rate anziché nelle tradizionali due soluzioni.

Ma adesso che il primo termine — il 15 settembre — si avvicina, Palazzo Marino invia i bollettini. Una maxi spedizione, che si concluderà in questi giorni, e che riguarda 620 mila avvisi, di cui 90 mila “virtuali” arrivati solo nella casella di posta elettronica. Tutto ancora rimandato a dopo l’estate, invece, per le attività commerciali rimaste chiuse durante il lockdown. Per calcolare quegli importi si attende l’approvazione da parte del Consiglio comunale di un’agevolazione che dovrebbe prevedere uno sconto del 25 per cento della parte variabile della tariffa e che, complessivamente, vale 9 milioni di euro.
È una Milano un po’ più vuota che ha anche prodotto meno rifiuti, la città caduta in letargo per il Covid. Ad aprile, il mese di chiusura completa, la quantità di immondizia raccolta dall’Amsa è calata del 31,5 per cento rispetto allo stesso mese del 2019. Già a maggio, quando il taglio è stato del 20,4 per cento — simile al 24 per cento di marzo — è ricominciata una risalita, fino a giugno che ha registrato un meno 12 per cento. I dati dicono anche che i rifiuti indifferenziati sono diminuiti in termini percentuali più di tutte le altre frazioni recuperabili. Tanto che la differenziata è ulteriormente salita al 62,5 per cento; era al 57,8 per cento appena tre anni fa e al 61,8 lo scorso anno, come i milanesi hanno letto sugli avvisi della Tari che, ormai, contengono anche queste informazioni sulla loro sostenibilità.
Ma torniamo alle scadenze. E a quei 620 mila bollettini spediti. Per chi pagherà in una soluzione unica, l’ultimo termine è fissato al 16 novembre. Per alleggerire il peso a quanti stanno vivendo difficoltà economiche legate alla crisi sociale ed economica creata dall’emergenza sanitaria, il Comune ha raddoppiato le rate. Le scadenze sono diventate quattro: il 15 settembre, il 15 ottobre, il 16 novembre, il 15 dicembre. Oltre alla solite possibilità (sul sito del Comune, agli sportelli reali o virtuali delle banche, dal tabaccaio, in ricevitoria, ai Bancomat abilitati), da quest’anno la Tari si può versare anche su tutta la rete fisica e digitale di Poste.

Gli importi, per ora, sono gli stessi del 2019. Quelli effettivi, avverte il Comune, potrebbero variare — e nel caso arriveranno conguagli — dopo l’approvazione delle tariffe Tari 2020 che spetterà al Consiglio comunale. Certo, la coperta è corta, cortissima, con Palazzo Marino che si ritroverà quest’anno a dover fronteggiare mancati introiti per centinaia di milioni non tutti ancora coperti dai trasferimenti del governo. È dall’aula, però, che potranno essere approvati gli sconti per le attività commerciali rimaste chiuse per il lockdown che, appunto, potrebbero arrivare a quei 9 milioni di aiuti.


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