«Rientri a rischio, ora test in aeroporto». Tamponi: 8 mila richieste, allarme Ats

Il tampone per chi rientra da Malta, Grecia, Spagna e Croazia è ancora una meta difficile da conquistare. Le richieste sorpassano di molto l’attuale «potenza di fuoco» delle Ats, che lavorano a un rafforzamento. Mentre la Regione intende creare ambulatori in aeroporto. L’ordinanza che impone le analisi per chi arriva dai quattro Paesi europei «a rischio» è di mercoledì scorso. Nel giro di pochi giorni le autorità sanitarie locali si sono dovute riorganizzare per far fronte alla rapida crescita di richieste. Nell’Ats di Milano da giovedì a sabato 5 mila assistiti già rientrati dalle vacanze si sono registrati sul portale per sottoporsi al tampone. Altri 3 mila registrati sono tornati ieri o lo faranno a breve. Da corso Italia fanno sapere che la maggioranza di coloro che si sono segnalati il 13 farà il test tra oggi e domani. Gli altri saranno richiamati il prima possibile. Intanto nella giornata odierna è stato segnalato che dieci ragazzi, tra i 18 e i 21 anni della provincia di Como, sono risultati positivi al rientro da una vacanza all’estero.

L’ordinanza dà tre opzioni: tampone nelle 72 precedenti il ritorno in Italia, al momento dell’arrivo o entro due giorni dal rientro. Ma è «verosimile che le 48 ore non saranno rispettate a causa delle molte richieste — spiega Vittorio Demicheli, direttore sanitario dell’Ats —. Tra l’altro credo che la quarantena per tutti darebbe più garanzie, o almeno andrebbe allungato l’arco di tempo per fare il test: la positività al coronavirus potrebbe manifestarsi dopo i due giorni stabiliti». A Milano finora c’erano 700 «slot» al giorno disponibili per sottoporre a tampone i pazienti segnalati dai medici di famiglia e se ne usavano circa 300. Con le nuove norme questo canale viene sfruttato anche per i vacanzieri di ritorno, migliaia ogni 24 ore. Con il rischio, sottolinea Demicheli, di depotenziare l’attività di tracciamento sul territorio (61 i nuovi positivi in Lombardia ieri, tre i morti). E così il turista che disfa la valigia deve mettere in conto un po’ di pazienza per il test, oltre che per le telefonate (spesso con rimpalli) per chiedere chiarimenti. Nessun isolamento però: basterà ridurre gli spostamenti e indossare sempre la mascherina fino all’esito delle analisi.

Come accorciare le liste d’attesa? Si lavora per potenziare le postazioni drive-in per l’esecuzione dei tamponi. Parte del personale dell’Ats è stato richiamato dalle ferie e il centralino sarà rafforzato: da oggi 15 persone alzeranno la cornetta. Ma anche questi sforzi potrebbero essere insufficienti, in previsione del picco di rientri annunciato tra la fine di questa settimana e della prossima. Il punto di svolta potrebbe essere il test appena scesi dal volo. «Stiamo lavorando per poter effettuare i tamponi direttamente in prossimità o all’interno degli aeroporti di Linate e Malpensa — spiega l’assessore alla Sanità Giulio Gallera —. È in corso una interlocuzione con il ministero della Salute che ha competenza sulla sanità aeroportuale attraverso gli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera, e con la società di gestione degli scali». Se il dialogo avrà buon esito, si partirà mercoledì. A Bergamo invece i turisti possono già fare il tampone senza prenotazione all’ospedale di Seriate (più di 900 quelli eseguiti) o in altri presidi.

Di caos nelle procedure, numeri sbagliati e lunghe attese parlano i lombardi al rientro dalle ferie. Tra loro Francesco, 30enne consulente tornato a Milano il 13 agosto da Mykonos e che ha passato due giorni tra call center e moduli online per segnalare il proprio caso. «Alcuni amici che erano in vacanza con me sono positivi — racconta — io, la mia ragazza e un’altra coppia aspettiamo il tampone. E abbiamo sintomi». L’Ats ha detto loro che saranno contattati tra oggi e domani. «Ma sono preoccupato per le persone con me sul volo. Chi le avvisa?». Intanto, si sta attivando per un test privato.

17 agosto 2020 | 07:17

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