La sfida dei giovani: il rave abusivo di quattro giorni tra musica e folla

È curioso e quasi ironico che, nel dedalo di strade composto dalle traverse rispetto alla Paullese, a metà tra Crema e Milano, in territorio di Spino d’Adda, due di queste portino a Cascina Serena e Cascina Letizia. Serene e liete, di certo, non sono state le notti del proprietario e dei residenti di Cascina Canova, a pochissimi passi da un rave abusivo che — in piena emergenza covid, e proprio mentre il governo ha deciso di chiudere le discoteche — ha portato 1.500 giovani ad accalcarsi sotto il palco con la musica a tutto volume. La musica rimbombava in uno spazio aperto in campagna e questo può avere mitigato gli effetti di eventuali contagi, ma è difficile trovare chi sia pronto a scommettere, in conclusione del raduno non autorizzato iniziato alle 23 di venerdì e terminato ieri pomeriggio, che tutti abbiano schivato il pericolo: e le mascherine, che qualcuno correttamente indossava, sembrano una pezza peggiore del buco.

L’atteggiamento strafottente di alcuni ragazzi — che si sono dati appuntamento sui social e via smartphone, giungendo da tutta Italia, oltre che da Francia, Olanda, Germania, Austria e Svizzera — è ben visibile quando gli uomini della polizia li fermano per identificarli. Uno di loro scende dall’auto e balla, facendosi beffe dell’autorità. I carabinieri presidiano l’ingresso alla traversa che porta a Cascina Canova; gli uomini della Digos si posizionano davanti alla cascina. «Li abbiamo chiamati noi — spiegano i residenti — dopo che venerdì sera ci siamo accorti del via vai: c’erano camionette, camper, auto e scooter, un grande caos. E qualcuno è entrato nell’azienda agricola chiedendo da bere il sabato di Ferragosto, e un po’ di riparo dalla calura. Li abbiamo mandati via con le buone, per poi chiedere aiuto alla polizia, che ha creato un posto di blocco. Avevamo messo un trattore in mezzo strada, per impedire il passaggio: ci è stato consigliato di rimuoverlo, per evitare tumulti».

Le forze dell’ordine hanno quasi atteso il naturale termine del Rave, facendo sfollare gli ultimi 100 «irriducibili». «Si stimano 1.000-1.500 persone nel momento di massimo afflusso — spiega Gianluca Epicoco della Digos di Cremona — mentre lunedì (ieri, ndr) sono rimasti in 3-400. Non possiamo controllare tutti, perché molte strade sono transitabili a piedi o in scooter, tra sterrato ed erba. Abbiamo scelto l’unico passaggio obbligato per i mezzi a quattro ruote per raccogliere nomi e cognomi». I decibel, lunedì mattina, si udivano ancora. «Tanta gente, tanta sporcizia, tanto danno e poche ore di sonno» commentano dalla Cascina Canova. E qualcuno, giurano, si vantava di essere positivo al covid: probabilmente solo goliardia, che però rende l’idea della percezione nulla del pericolo.

18 agosto 2020 | 07:28

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