Scuola a Milano, trovata la soluzione per elementari e medie: aule in prestito da oratori e circoli per 10 istituti

Per il Comune è sempre stata una priorità. E, adesso che il suono della campanella è vicino, l’obiettivo rimane quello: “Stiamo lavorando perché il 14 settembre a Milano tutti entrino in classe in sicurezza. Nessuno deve avere paura di tornare a scuola, che deve continuare a essere un luogo di aggregazione, incontro, di socialità, apprendimento e bellezza, non di preoccupazione”, dice l’assessore all’Edilizia scolastica Paolo Limonta. Che ora ha pronta anche la mappa del rientro. Perché alla fine, dopo sopralluoghi e ricerche, misurazioni e studi, “la stragrande maggioranza” delle materne, delle elementari e delle medie della città, “riuscirà a ospitare tutti i bambini e i ragazzi garantendo le distanze”. Solo in una decina di casi alcune classi dovranno essere trasferite temporaneamente in oratori e sedi di associazioni di quartiere e circoli culturali. Fino alle prime aule prefabbricate, che inizieranno a spuntare fisicamente dal 10 settembre nei cortili o vicino agli edifici di altre undici realtà in ristrutturazione.

L’obbligo ipotizzato dal Comitato tecnico scientifico, anche no. Per Limonta, che in questo caso dice di parlare soprattutto come maestro, “non è possibile immaginare che i bambini facciano lezione e comunque stiano otto ore con la mascherina. Senza considerare che in molte prime ci sono alunni che hanno già compiuto sei anni ed altri no: vorrei capire che senso avrebbe avere classi divise a metà”. Quello che l’assessore rivolge “a tutti gli insegnanti”, invece, è un invito diverso: “Ogni giorno in cui le condizioni atmosferiche lo consentiranno, portino i ragazzi a fare lezioni all’aperto, nei parchi o comunque in luoghi che permettano di vivere il distanziamento non come una costrizione ma un’occasione di apprendimento creativo”. Ma in questo momento, appunto, il Comune sta lavorando soprattutto per assicurare a tutti gli studenti un tetto sulla testa. A cominciare dal piano delle strutture prefabbricate che Palazzo Marino sta realizzando per ospitare temporaneamente i 1.300 alunni di undici istituti (due materne, sette elementari e due medie) che hanno cantieri in corso. In tutto, saranno costruiti 50 moduli pensati per accogliere altrettanti classi da 25 studenti l’una. “Non container”, rivendica Limonta, ma “casette”. I pezzi saranno costruiti a distanza dalla ditta che si è aggiudicata l’appalto e poi assemblati nei vari indirizzi sparsi per la città.

Un “lavoro non semplice – spiega ancora l’assessore – perché solitamente i prefabbricati hanno un’altezza di 2,70 metri, ma noi dovremo rispettare i tre metri delle classi tradizionali”. Per questo è stato messo a punto un calendario con più date. Le prime aule prefabbricate saranno pronte il 10 settembre, da via Console Marcello, dove spunteranno sei moduli in grado di accogliere altrettante classi, a via Rasori ( una), da via Gallarate (quattro) alle tre casette di via Cilea. Giusto il tempo di portare banchi, sedie e arredi e poi è lì che una parte dei bambini delle elementari potranno entrare, il 14 settembre. Per tutti gli altri, si procederà per tappe. “Gli ultimi moduli dovranno essere consegnati non oltre il 26 settembre. Incontrerò i dirigenti scolastici per trovare soluzioni ponte che, però, confidiamo durino pochissimi giorni. L’obiettivo, e la ditta si è impegnata a farlo, è quello di accelerare il più possibile per velocizzare ulteriormente l’operazione”.


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